Nessuno può volare – Simonetta Agnello Hornby a Locorotondo

Quando si nasce in una famiglia come quella di Simonetta Agnello Hornby, si cresce con la consapevolezza che si è tutti normali, ma diversi, ognuno con le propie caratteristiche talvolta un pò “strane”.

Attraverso una serie di ritratti sapidi e affettuosi, facciamo così la conoscenza di Ninì, sordomuta, della bambinaia Giuliana, zoppa, del padre con una gamba malata e della pizzuta zia Rosina, cleptomane. Quando l’argenteria scompare dalla tavola, i parenti le si avvicinano di soppiatto per sfilarle le posate dalle tasche, piano piano, senza che se ne accorga, perchè non si deve “sentire imbarazzata”. E poi naturalmente conosciamo George, il figlio maggiore di Simonetta. Non è facile accettare la malattia di un figlio eppure è possibile, e la chiave di volta risiede proprio in quel “Nessuno può volare”: “come noi non possiamo volare, così George non avrebbe più potuto camminare: questo non gli avrebbe impedito di godersi la vita in altri modi. Nella vita c’è di più del volare, e forse anche del camminare. Lo avremmo trovato quel di più“. Simonetta Agnello Hornby ci regala uno sguardo insolito e genuino sul mondo, così anche George a cui 15 anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla, ci consegna un punto di vista diverso da cui osservare la città in cui abitiamo, le persone con cui ci relazioniamo e noi stessi.

Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. E’ cittadina italiana e brittanica, e vive a Londra dal 1972 dove ha svolto la professione di avvocato dei minori. “La mennulara”, il suo primo romanzo, è stato tradotto in tutto il mondo.
“Nessuno può volare” è anche un docufilm girato con il figlio George Hornby.

Ultimo aggiornamento domenica 12 novembre 2017 alle 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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