Perrino al collasso: “Mancano 150 posti letto, Ruscitti venga a Brindisi”

Antonio Macchia, Cgil: “La narrazione dell’Asl è ben lontana da quel che accade nella realtà, l’anno scorso avevamo più posti letto

Giancarlo Ruscitti venga a Brindisi e tocchi con mano lo stato in cui versa il sistema sanitario”. Il segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, invita a un confronto il commissario straordinario dell’Ares (Agenzia regionale sanitaria). Il sindacalista chiama direttamente in causa il massimo dirigente della sanità pugliese dopo aver letto il punto di vista dell’Asl Brindisi sulle numerose problematiche che affliggono l’ospedale Perrino di Brindisi.

I chiarimenti dell’Asl

L’azienda sanitaria, in risposta a un esposto in Procura presentato nei giorni scorsi dal sindacato Nursind, spiega, in estrema sintesi, che è fisiologico l’iperafflusso di pazienti che si sta riscontrando in questi giorni e che l’arrivo di nuovi infermieri e “altrettante figure di supporto” nell’intera struttura ospedaliera migliorerà i servizi. L’Asl assicura inoltre che nel Pronto soccorso “sono in via di realizzazione tutte quelle opere che permetteranno di coniugare il rispetto dei requisiti tecnico-strutturali  con l’efficacia, l’efficienza e l’umanizzazione delle cure”, che nel reparto di Medicina generale verranno implementati sia i medici che gli infermieri, che entro gennaio sarà attivato il reparto di Pneumologia e che “Presso le Unità Operative di Nefrologia e Neonatologia la situazione organizzativa del personale non presenta carenze che compromettano il regolare svolgimento delle attività sanitarie assistenziali in favore dell’utenza”.

Le perplessità dei sindacati

Il quadro raffigurato dalla direzione sanitaria del Perrino, però, non convince affatto Antonio Macchia, che anzi rilancia le considerazioni sul “sistema sanitario da terzo mondo” espresse la scorsa settimana attraverso una nota congiunta sottoscritta anche dai segretari generali di Cisl e Uil.

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“Ad oggi stiamo assistendo a delle prese di posizione – afferma Macchia – che non sono altro che alchimie formali alle quali si ricorre per nascondere delle debolezze sostanziali. La narrazione dell’Asl è ben lontana da quel che accade nella realtà”. Stando alle stime dei sindacati confederali, mancherebbero all’appello almeno 150 posti letto. “L’anno scorso – sostiene Macchia – ne avevamo persino di più a disposizione”. L’origine del problema viene individuata, in buona parte, nel piano di riordino ospedaliero con cui la Regione ha riconvertito in Pta gli ospedali di San Pietro Vernotico, Mesagne e Fasano, sovraccaricando di pazienti il Perrino.

“Ci spiegassero perché – dichiara Macchia – hanno chiuso Pneumologia a san Pietro Vernotico per trasferirla a Brindisi, ma solo nel momento in cui hanno effettuato il trasloco si sono resi conto di problemi strutturali per cui Pneumologia non è ancora operativa al Perrino. Non era forse il caso di sistemare i locali, prima di trasferire il reparto? Nel pieno di una epidemia influenzale, si può chiudere un reparto, senza rendersi conto che la nuova sede non è ancora pronta?”

L’invito al commissario Ares

Macchia vorrebbe rivolgere queste e altre domande a Ruscitti. Vorrebbe parlargli del fatto che “i famosi ospedali di comunità si stanno rivelando una scatola vuota, priva di contenuti”. “Ruscitti – conclude Macchia – dovrebbe venire a Brindisi. Venga a rendersi conto di persona della situazione. Sarebbe bene fare un tavolo dinnanzi al prefetto”.

Fonte: Brindisi report

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