“Tu e tua figlia siete mie schiave: dovete fare tutto quello che vi dico io, sennò vi ammazzo”: prima le minacce all’ex convivente e alla figlia della donna, poi l’aggressione.

Giorni da incubo per la madre e la ragazzina minorenne, terminati con l’arresto dell’uomo, un 42enne di Ostuni, accusato di maltrattamenti e lesioni.

Le accuse

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dagli agenti del commissariato della Città Bianca, a conclusione di una indagine partita con la denuncia sporta dalla donna, dopo essere stata picchiata alla presenza della minore. “L’indagato con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, maltrattava abitualmente la convivente e la figlia ( minorenne) della donna, ponendo in essere nei loro confronti una serie di atti lesivi dell’integrità psicofisica, dell’onore e del decoro”; si legge nel provvedimento firmato dal gip del Tribunale di Brindisi su richiesta del pm. In tal modo ha “ingenerando un continuo stato di ansia e timore psicologico e costringendole ad un regime di vita mortificante e insostenibile”.

Stando all’accusa, “in molte occasioni, in presenza della bambina, insultava e percuoteva la mamma, rivolgendole offese. Agli inizi di settembre, le minacce a entrambe: “Io posso fare di voi ciò che voglio, qui comando io, se non lo fate vi ammazzo “. Rientrato dal lavoro disse: “Portami da mangiare, schiava” e ordinò alla minore di togliergli le calze.  In quella circostanza la donna denunciava di essere stata colpita con un pugno in faccia: lui avrebbe cercato di soffocarla, procurandole  lesioni giudicate guaribili in  dieci giorni. La figlia chiese aiuto ai vicini, dopo essere riuscita a fuggire per le scale.

L’aggravante

Nell’ordinanza di arresto è contestata “l’aggravante di aver commesso il reato di maltrattamenti in presenza ed in danno di minore tanto da costringerla a vivere in un clima di terrore”. La ragazzina “ogni qualvolta notava l’uomo in stato di ebrezza, iniziava a gridare, fuggiva, si chiudeva in cucina, iniziava a tremare e diceva alla madre “ mamma, stai zitta, non dire niente, perché se parli lui si arrabbia e ti picchia. Fai tutto quello che ti dice”.

“L’insieme di tali condotte,  procuravano alla vittima, un perdurante e grave stato di ansia e di paura, un fondato timore per l’incolumità propria e della figlia e la costringeva ad alterare le sue abitudini di vita e segnatamente a trasferire la propria dimora abbandonando l’abitazione nonché la casa coniugale, per trovare rifugio in altro luogo”, ha scritto il gip.

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