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Una Reliquia di San Rocco sarà donata alla città di Ceglie Messapica.

Sarà donata a Ceglie Messapica una reliquia autentica di San Rocco. Si tratta di un frammento d’osso del Santo a cui la città ha dedicato una delle sue bellissime chiese, la parrocchia appunto di San Rocco guidata da don Lorenzo Elia.

La notizia viene riportata oggi in un ampio articolo de “La Gazzetta del Mezzogiorno” della giornalista Agata Scarafilo

Articolo di Agata Scarafilo

La notizia, che riveste anche una certa importanza storica e religiosa, è stata richiamata anche in prima pagina del noto quotidiano.

All’evento prenderà parte fratel Costantino De Bellis, che è il vulcanico procuratore dell’associazione dedicata al Santo pellegrino, nonché il guardiano delle sue reliquie presso la chiesa di San Rocco all’Augusteo a Roma.

Fratel Costantino

La reliquia, ha fatto sapere fratel Costantino, rimarrà sempre a Ceglie Messapica a testimonianza che il rapporto tra la comunità dei fedeli e Rocco, il pellegrino Santo, è destinato a suggellarsi per sempre. Il dono, come si legge nell’articolo, fa seguito all’emozionate esperienza spirituale vissuta, l’anno scorso, in occasione della peregrinatio delle reliquie insigni del corpo di San Rocco. Si trattò, effettivamente, di un evento straordinario che, proprio durante la settimana dedicata ai solenni festeggiamenti in onore del Santo, vide una moltitudine di pellegrini provenienti da tutto il mondo incontrarsi nella città di Ceglie Messapica.

Di seguito si riportano alcune considerazioni rilasciate da don Lorenzo Elia:

L’estate, per la nostra parrocchia di San Rocco, è segnata dal ricordo di santi molto cari al popolo cegliese. Da poco abbiamo concluso i festeggiamenti in onore dei Santi Gioacchino ed Anna, che già ci prepariamo a festeggiare San Rocco, con il dono di una reliquia autentica, che verrà donata alla nostra comunità cittadina domenica 6 agosto dal Procuratore Costantino De Bellis. Mi auguro che anche questi giorni possano essere vissuti dai nostri cari cegliesi con lo stesso spirito con cui abbiamo vissuto il 300° Anniversario della Festa di Sant’Anna. E’ stato molto bello, la sera della processione del 26 luglio, vedere lungo il tragitto della processione tantissimi concittadini che partecipavano con profondità a quell’evento. Ho visto più di qualcuno piangere. Ciò per me significa che la gente ha capito come la rievocazione settecentesca della Festa di Sant’Anna non fosse un carnevale estivo, ma una memoria di fede. Non avevo dubbi sulla maturità umana e cristiana dei cegliesi, ma durante i festeggiamenti dei giorni scorsi ne ho avuto una prova evidente. Sono sicuro che anche i prossimi giorni di festa in onore di San Rocco saranno ricchi di doni spirituali”.

Fonte e foto: Stefano Menga