Pubblicità

Comunicato congiunto della Petrolmenga di Ceglie Messapica e di coach Federico Santoro

Perdersi, ritrovarsi per poi di nuovo perdersi. Sembra questo il leitmotiv che accomuna il basket cegliese e Federico Santoro. Un legame di profondo affetto e stima lega l’ambiente cestistico messapico ed il coach di origini mesagnesi. Quando i valori umani sono veri, prima ancora di quelli professionali, è facile continuare ad incontrarsi per stringersi la mano e, spesso, anche abbracciarsi.
Una premessa doverosa per rappresentare la vera natura del rapporto che di comune accordo si interrompe. È proprio così: la stagione 2017/2018 della Petrolmenga Ceglie non sarà guidata da coach Santoro. Un diverso progetto sportivo, scelte di vita che portano in altre direzioni.
E così, dopo capitan Faggiano, la Petrolmenga perde a malincuore un’altra guida della splendida cavalcata che ha portato un gruppo di 23enni, una squadra neopromossa, al 4^ posto di una stagione regolare comunque sconvolta da tantissimi fattori.
“È facile dimenticare da dove si parte – le parole del presidente Allegretti – perché esaltati da un inizio di stagione inimmaginabile. Questo non è stato per chi come me aveva già incontrato Federico e condiviso con lui un percorso sportivo. Così non è stato per coloro, come la squadra dirigenziale della Petrolmenga Ceglie, che avevano lavorato per allestire una squadra che ha battuto o spaventato chiunque in stagione. Certo, tutto questo prima che la Federazione e una serie infinita di sostituzioni di giocatori abbiano finito per sconvolgere il progetto iniziale. Proprio perché consapevole di tutto ciò, voglio esprimere con ancora più forza un ringraziamento personale a Federico Santoro perché, nonostante tutto quello che è accaduto, ha saputo portare il suo contributo determinante anche nella stagione appena conclusa.”
La definizione di squadra rivelazione è stata attribuita alla Petrolmenga Ceglie dagli addetti ai lavori. Il parere di coach Santoro ed i suoi saluti al basket cegliese. “Quando mi è stato proposto di tornare a Ceglie, non ci ho pensato due volte” – esordisce il coach. Non pensavo certo di vivere una stagione così complicata. Son partito forte delle scelte fatte. Basti pensare a gente come Mitola, Nelson, Faggiano o Argentiero. Avrebbero fatto la felicità di qualunque allenatore. Poi sono arrivate le difficoltà. L’infortunio di Mitola. La paternità di Nelson. I lunghi infortuni di Faggiano e Argentiero nel cuore della stagione (inizio girone di ritorno – ndr). La mancata continuità della presenza da parte di alcuni under che hanno privato la squadra della possibilità di allenarsi a dovere. Le regole federali cambiate a mercato invernale ormai chiuso. Ma ce l’abbiamo fatta.
Il risultato è stato più che raggiunto rispetto a quelli che erano gli obiettivi assegnatomi dalla società. Ed io, a mia volta, non posso che ringraziare la Petrolmenga Ceglie per i sacrifici fatti nel dover andare a risolvere tutti i problemi che ho citato prima. Ho sempre avuto il massimo e ricambiato dando il massimo. Per questo posso dire di esser stato provato, ma di esser felice dall’esperienza vissuta nella stagione appena conclusa. Un grazie anche a tutto l’ambiente. Non sempre ho trovato condivisione, ma Ceglie è una piazza esigente, si sa. Inoltre non sempre è bene condividere con il pubblico quanto accade negli spogliatoi perché vorrebbe dire condividere anche con gli avversari. Ma questi sono meccanismi che fanno parte del gioco.”