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La terribile verità dietro la morte di Paola Roma, la 47enne originaria di Ceglie Messapica trovata senza vita la mattina dello scorso 2 novembre a Foggia, nello scheletro di una delle palazzine abbandonate ex Legge Gozzini, alla periferia della città

FOGGIA (da FoggiaToday)  – Avrebbe prima aggredito e picchiato la compagna, poi l’avrebbe lasciata morire nello stabile abbandonato di via Miranda, omettendo qualunque tipo di soccorso. E’ questa, secondo gli agenti della squadra mobile della questura di Foggia, la terribile verità dietro la morte di Paola Roma, la 47enne originaria di Ceglie Messapica trovata senza vita la mattina dello scorso 2 novembre, nello scheletro di una delle palazzine abbandonate ex Legge Gozzini, alla periferia della città. Per il fatto, nel pomeriggio dell’11 agosto, gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Youssef Bellali, cittadino di nazionalità marocchina, classe 1984, in Italia senza fissa dimora, ritenuto responsabile di omicidio preterintenzionale nei confronti della sua convivente.

Le indagini della polizia hanno accertato che la stessa sia morta a seguito di ripetute aggressioni da parte del convivente, il quale successivamente aveva anche omesso di soccorrerla. L’ultima aggressione, quella fatale, 48 ore prima il ritrovamento della donna, che non avrebbe voluto acconsentire al matrimonio che avrebbe garantito all’indagato l’ottenimento del permesso di soggiorno. Sarebbe stato questo rifiuto a scatenare la violenza. Determinante, per il buon esito delle indagini, il referto dell’autopsia eseguita sul corpo della vittima, che ha evidenziato numerose “lesioni encefaliche di natura traumatica”, dovute a “multiple azioni contusive non compatibili con una caduta accidentale”, come invece riferito nell’immediatezza del fatto dall’indagato.

Un ulteriore contributo alle indagini è giunto dalle autorità marocchine, che hanno provveduto a rintracciare ed ascoltare un loro cittadino, testimone dei fatti, il quale ha fornito dichiarazioni determinanti ai fini della ricostruzione di quanto accaduto quel giorno: Bellali aveva violentemente picchiato la compagna fino a causarne la morte.

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