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L’Amministrazione comunale di Ceglie Messapica, dopo essere essere stata “attenzionata” dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Anac (in attesa della Procura) oggi è stata duramente bacchettata dalla sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti. Un’altra lunga serie di gravi contestazioni è piovuta sull’ente e si chiede al Consiglio comunale di assumersi la responsabilità entro 60 giorni, ratificando questo disastro finanziario.

Risulta evidente la crisi di liquidità sotto la gestione Caroli, una crisi che genera il ricorso continuo ad anticipazioni di cassa, peraltro non restituite al termine degli esercizi 2013/14/15/16, e causa il continuo sforamento di uno dei parametri di deficitarietà strutturale dei bilanci.

La Corte dei Conti ha rammentato al Consiglio comunale che il mancato rispetto di questo parametro costituisce un indice di allarme sulla tenuta dei conti in termini di sana, prudente e corretta gestione finanziaria. 

Di fronte a questa ennesima censura contabile, immagino che sarà dura per i singoli consiglieri comunali assumersi la responsabilità anche erariale di dissennate gestioni amministrative passate, soprattutto per chi, come il consigliere Perrino, si era proposto come alternativa a questa mala gestione o per chi, come il consigliere Gianfreda, ha votato contro quei bilanci.

Rimane il fatto che il Comune di Ceglie Messapica è oramai stato inserito nella black list da tutti gli organi di controllo, è a rischio di illiquidità e a un passo dal default e di fronte a questo dramma si continuano a spendere centinaia di migliaia di euro in concerti gratuiti e clientele varie come se Ceglie fosse una città senza futuro!