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Il deputato Nicola Ciracì ha incontrato il commissario straordinario dell’Agenzia regionale sanitaria (Ares) Giancarlo Ruscitti per fare il punto della situazione sul Centro risvegli (a Ceglie) e le Osservazioni brevi di Cardiologia e Pediatri (a Ostuni).

Il deputato Nicola Ciracì (Direzione Italia), accompagnato dai consiglieri comunali di Ceglie Messapica Riccardo Manfredi e di Ostuni Elio Spennati, ha incontrato il commissario straordinario dell’Agenzia regionale sanitaria (Ares) Giancarlo Ruscitti per fare il punto della situazione sul Centro risvegli (a Ceglie) e le Osservazioni brevi di Cardiologia e Pediatri (a Ostuni).

L’incontro, lungo e cordiale, ha però generato in Ciracì e nei suoi accompagnatori una profonda delusione: «Sentirci dire – spiega Ciracì – che l’Osservazione breve pediatrica consisterà in quattro posti letto all’interno di una stanza del reparto Medicina, affidata a pediatri non ospedalieri per i soli codici bianchi e verdi, senza possibilità di ricoveri, e che non vi sarà possibilità di ricoveri neppure per l’Osservazione breve cardiologica, ha rappresentato per noi una doccia fredda. Ma come, non si era parlato anche di attivare ambulatori per i malati cardiologici cronici e per gli ipertesi? E, invece, nulla di tutto ciò…».

Un altro pugno in pieno stomaco è giunto quando il dottor Ruscitti ha riferito sul Centro risvegli. Il commissario ha comunicato, infatti, che la delibera per l’affidamento in concessione della gestione del Presidio Neuromotulesi di Ceglie Messapica e conseguente attivazione, appunto, del Centro risvegli, giace da mesi nei cassetti della Regione.

«In questo caso – prosegue Ciracì – era previsto un project financing, quindi una collaborazione tra pubblico e privato, per abbattere i tempi di realizzazione del Centro, che avrebbe dovuto comportare il coinvolgimento solo di istituti di ricerca di respiro internazionale. E, invece, nel frattempo sarà arrivato il “contrordine, compagni” del governatore Emiliano, col ritorno al normale appalto affidato agli uffici Asl e regionali che, tra approvazione e validazione del progetto, autorizzazione urbanistica, affidamento provvisorio e ricorsi al Tar, renderà il Centro risvegli l’ennesima opera incompiuta. A ciò si aggiunga – conclude – che l’affidamento in gestione sarà di soli cinque anni, un periodo inadeguato e inaccettabile per qualsiasi istituto scientifico e di ricerca: insomma, qualcuno a sinistra rema contro Ceglie».