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Venerdi scorso si è svolta nella sede dell’Ordine dei medici di Brindisi la cerimonia di premiazione per i dottori di Brindisi e provincia.

Tre i premiati per Ceglie Messapica e precisamente medaglia d’oro per il dott. Vincenzo Defazio per i 50 dalla laurea, medaglia d’argento per il dott. Ferdinando Modoni per i 40 anni dalla laurea e medaglia d’argento e pergamena per il dott. Domenico Santoro per i 40 anni dalla laurea.

Tre i premiati per Ceglie Messapica e precisamente medaglia d’oro per il dott. Vincenzo Riconoscimenti per alcuni medici di Ceglie Messapica Medici Brindisi 2Defazio per i 50 dalla laurea, medaglia d’argento per il dott. Ferdinando Modoni per i 40 anni dalla laurea e medaglia d’argento e pergamena per il dott. Domenico Santoro per i 40 anni dalla laurea.

Ricordiamo che il dott. Domenico Santoro ha preso servizio all’ospedale di Ceglie Messapica presso la divisione di Medicina Interna il 16 marzo 1980 (quindi 37 anni) fino al 30 aprile 2017. Nel corso degli anni ha ricoperto il ruolo di: Assistente medico fino al 1989, Aiuto corresponsabile di medicina interna fino al 1999. Dal 1999, quale dirigente medico di lunga esperienza clinica, gli viene delegata la funzione organizzativa della divisione di Medicina Interna e vicaria il primario in caso di assenza;

Dal 2007 e fino al 2011, anno di chiusura della divisione, ha ricoperto il ruolo di Responsabile della Unità Operativa Semplice di Lungodegenza. Negli ultimi anni ha assicurato le attività ambulatoriali di Medicina Interna, Day service dell’Ipertensione arteriosa, Diabetologia, eco-doppler vascolari.

Il 30 aprile 2017, come detto in premessa, si è congedato dall’ospedale di Ceglie Messapica per aver raggiunto e maturato gli anni del pensionamento.

Riconoscimenti per alcuni medici di Ceglie Messapica Medici Brindisi 3Attualmente, al quarantennale di una vita professionale esercitata con amore e rispetto dei pazienti, vissuta tra vittorie e sconfitte, tra gioie e drammi, con passione, studio e sacrifici, con l’impegno e la dedizione quotidiana di esercitare al meglio la propria “mission” forte di una vita lavorativa vissuta con quella coscienza orgogliosa di essere utile, continuerà ad esercitare privatamente la propria attività professionale sia clinica che strumentale.