teatro ceglie
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Volantino Spazio Conad Mesagne

“Sul Palco: Piccola Rassegna di Teatro da Camera” per soli cinquanta spettatori.

CEGLIE MESSAPICA – Giovedì 28, venerdì 29 e sabato 30 Aprile la Stagione di Prosa di Ceglie Messapica, organizzata da Comune, Teatro Pubblico Pugliese e Armamaxa Teatro, arriva a conclusione con “Sul Palco: Piccola Rassegna di Teatro da Camera” per soli cinquanta spettatori. Per tre giorni, infatti, attori e spettatori condivideranno lo spazio della rappresentazione per vivere – insieme – la straordinaria esperienza dello spettacolo dal vivo.

Si parte, giovedì 28 aprile (h. 21) con Simone Faloppa che porterà in scena “Il Ballerino e l’ideale”, uno spettacolo che spalanca la finestra su una stagione della storia del nostro paese che ancora, seppure con modalità differenti, sembra non riuscire a chiudersi. La storia è quella del ballerino anarchico Pietro Valpreda che, capro espiatorio mediatico perfetto, ad appena tre giorni da Piazza Fontana fu rinchiuso a Regina Coeli. Vi rimase in isolamento per trenta mesi, privo di un regolare processo, vittima di un castello di accuse premeditate, montate a farsa. Provarono a seppellirlo vivo e suicidarlo. Lui scrisse disperatamente pile di quaderni, registrando tutti i particolari e gli elementi probanti della sua innocenza, per non dimenticare niente. E danzò, per tenere i muscoli e la mente in allenamento.

Venerdì 29 aprile (h. 21), sarà la volta di “Volevo vedere il mare”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Armando Quaranta. Dopo spettacolo Loose Ends – Giovani sospesi, Quaranta porta avanti la riflessione sulla delicata fase di transizione dall’adolescenza all’età adulta: compiere trent’anni rappresenta nell’immaginario collettivo l’inizio di una nuova vita, più matura e responsabile. Ma che succede se si arriva impreparati a questo traguardo? È quanto accade al protagonista di Volevo vedere il mare che è alla continua ricerca di un segnale che possa indicargli la direzione da seguire. Sarà invece una folla di personaggi, reali e immaginari, ad aiutarlo a prendere coscienza di quanto certe scelte non siano più rinviabili per dare forma e identità alla propria vita.

Ultima protagonista della piccola rassegna di Teatro da Camera sarà, sabato 30 aprile (h. 21), Daria Paoletta con l’adattamento teatrale – realizzato con Francesco Nicolini – de “Il Ballo” di Irène Némirovsky. Il famosissimo romanzo diventa un racconto corale, quasi sinfonico, diretto da una vecchia governante, testimone silenzioso e partecipe, incapace di odiare e di parteggiare, ma tremendamente lucida e sorridente. Il risultato è un ritratto impietoso e comico, per forza di cose tragico e forse anche un po’ commosso di un mondo nel quale molto difficilmente lo spettatore non riconoscerà tracce della propria vita. E della propria famiglia.