Giuseppe Pasqualone
Giuseppe Pasqualone

Pasqualone al Forum Mediterraneo in Sanità: “Puntare sulle risorse umane, il legislatore faccia la sua parte. L’Asl di Brindisi modello di buone pratiche”

Il ruolo fondamentale delle risorse umane: questo l’argomento al centro dell’intervento che il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, ha svolto questa mattina al quinto Forum Mediterraneo in Sanità, che si è tenuto a Bari.

Pasqualone ha preso parte alla sessione organizzata da Federsanità e Fiaso, la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere, e dedicata al “Ruolo delle aziende sanitarie per la realizzazione del Pnrr – presentazione di piani operativi”.

Prendendo spunto dal testo “Capitalismo senza capitale” degli economisti Stian Westlake e Jonathan Haskel, Pasqualone ha sottolineato la necessità per ogni azienda di valutare il proprio capitale umano e insieme di valorizzarlo. Il che, in concreto, significa: formazione, specializzazioni, assunzioni.
“Le attuali condizioni di reclutamento di personale – ha detto Pasqualone – ci pongono però un problema serio: l’abbiamo verificato in piena pandemia, anche in settori delicati come Pronto soccorso e Anestesie. Siamo imbrigliati – ha proseguito – da norme che non ci consentono di portare avanti la nostra programmazione. In vista del Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha concluso – anche il legislatore dovrà fare la sua parte”.

Il direttore generale ha poi ricordato alcuni degli obiettivi raggiunti dalla Asl di Brindisi nonostante le difficoltà dovute alla crisi Covid: riconversione di strutture ospedaliere tradizionali, avvio degli ospedali di comunità, partenariato pubblico-privato nell’assistenza domiciliare, con progetti che hanno portato l’azienda, unica in Puglia, a raggiungere il tetto medio di presa in carico di pazienti a domicilio.

“Le nostre buone pratiche – ha aggiunto – sono in linea con la missione 6 del Pnrr: perciò il nostro modello, realizzato d’intesa con la Regione, può essere riproposto a livello nazionale”.
Ci sarà bisogno anche dell’apporto degli enti locali.

“L’intesa tra Fiaso e Federsanità può rappresentare una spinta propulsiva per il legislatore, al quale chiediamo di fornirci strumenti in grado di applicare le scelte strategiche, ma in un modo che sia chiaro, snello, flessibile e soprattutto immediato”.

In proposito, la presidente di Federsanità, Tiziana Frittelli, aveva ricordato l’attivazione dell’Ois (l’Osservatorio sulle buone pratiche di integrazione sociosanitaria) nato da una convenzione tra Agenas e Federsanità con la partecipazione di Anci per raccogliere le esperienze realizzate finora in campo di integrazione tra sanitario e sociale.