Volantino Spazio Conad Mesagne

Il comparto del gioco, fisico ed online, come è noto è stato particolarmente colpito dalla pandemia. Qual è oggi lo stato di salute della filiera, in tutti i suoi aspetti?

Le risposte arrivano dalla CGIA Mestre, in uno studio realizzato in sinergia col Centro Studi As.Tro (fonte originale allo studio). La prima brutta notizia arriva dal numero di occupati: nel 2021, sul finire dell’anno, il comparto ha avuto dalla sua meno impiegati, circa quarantottomila. Numero alto che stride però coi cinquantasettemila di fine 2018, epoca pre-pandemica.

Ma di che occupati parliamo? 14mila circa sono addetti diretti, che operano cioè presso sale gioco dedicate a slot, AWP, VLT, dispositivi che assumono un apporto rilevante come fonti di ricavo. A queste unità vanno aggiunte altre 11mila persone, tra cui gestori che collocano gli apparecchi presso terzi. Altre ventiduemila unità invece si occupano del lavoro in esercizi in cui sono presenti dispositivi da gioco: bar, tabaccherie e via dicendo.

Se si sommano addetti diretti e indiretti, tenendo conto di tutti gli attori che operano all’interno del settore gioco, ci si accorge che il numero complessivo supera le centomila unità. Lo studio evidenzia altre novità: a fine 2021 sono state circa 253.836 le AWP operative in poco più di cinquantunomila esercizi: è il -39% rispetto al 2015, quasi un decennio fa, complice anche la normativa aggiornata sui dispositivi nel periodo 2017-2018. Il calo successivo è da imputare alla crisi: le sale si sono ridotte del 6,2%, le VLT del 4%.

Il gioco è importante anche per l’Erario. Ma nel 2020 i giorni di chiusura sono stati 166, superati dai 178 complessivi nel 2021, non uniformi in tutte le regioni. Di conseguenza dal 2019 ad oggi la raccolta si è contratta del 60%: traduzione che sta per riduzione del gettito erariale. In particolare del PREU, al -52% rispetto ai 6,7 miliardi del 2019.

Dal 2018 al 2021 contrazione evidente degli occupati del settore, per i dati di cui sopra: la riduzione è del 15% totale. Da contraltare spicca il gioco online, che sta vivendo la sua personalissima età dell’oro e risulta essere il settore con maggior prospettiva. Secondo il più recente rapporto Eurispes, analizzato dal team di WiseCasino, il settore online continua a crescere: si pensi che il solo ramo del betting ha ad oggi un valore superiore ai 30 miliardi di euro, dando così un contributo al PIL nazionale di circa il 2%.

Molto merito va attribuito alle novità che anno dopo anno si susseguono all’interno del settore, anzitutto dal punto di vista tecnologico-innovativo. Si tratta del ramo più vivace e propositivo di tutti, che ha da fare i conti però con l’esponenziale aumento del gioco online illegale: ogni anno vengono inibiti circa 600 siti illeciti, mentre si registrano oltre 700 milioni di accesso. Per lo stato di salute della filiera online – oggi come oggi – appaiono necessarie misure stringenti per arginare il gioco illecito.