valle ditria
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Volantino Spazio Conad Mesagne

Riceviamo e pubblichiamo intervento di Isabella Massafra, coordinatrice cittadina Cgil Martina Franca

Molti di noi, all’indomani della notizia del riconoscimento dell’Unesco, ottenuto dai territori piemontesi di Langhe, Roero e Monferrato, quale patrimonio dell’umanità, hanno avuto la stessa reazione del sindaco di Cisternino, Donato Baccaro, e come lui, hanno pensato che la Valle d’Itria abbia, per il suo particolare ed eccezionale valore culturale, paesaggistico e naturale, i presupposti necessari ad aspirare a diventare anch’essa patrimonio dell’umanità.

Se Martina, Cisternino, Locorotondo, Alberobello, Ceglie ed Ostuni non fossero collocate in quel prezioso ambiente naturale, costituito dal loro vasto territorio rurale e dalla Valle d’Itria, sarebbero dei centri graziosi come tanti altri, presenti sul territorio nazionale.

Ma la Valle d’Itria fa la differenza, per il carattere esclusivo dei luoghi, che hanno mantenuto, seppure con difficoltà, le loro peculiari caratteristiche, frutto del lavoro di tanti, che hanno veramente amato, curato e preservato la loro terra, con i suoi profumi e i suoi colori e l’hanno impreziosita con muretti a secco, pozzi per raccogliere le acque piovane, cummerse, trulli, masserie, che bene si sono inserite in una vegetazione ricca di vigneti, di frutteti, di seminativi, di boschi e di alberi di lecci e querce.

E’ pleonastico aggiungere che tutto ciò risulta essere una riserva aurea per lo sviluppo del territorio, per la creazione di un benessere sano e diffuso, che sappia capire quanto sia utile tutelare e salvaguardare questa grande ricchezza.

Mi piace ricordare le parole del compianto prof. Carlo Giulio Argan, allorquando, in un intervento volto a sostenere l’importanza di un lavoro su Martina e la sua Valle del grande critico d’arte, Cesare Brandi, tenne a sottolineare “la gravissima responsabilità per tutte le autorità e per tutti i cittadini di Martina Franca”, sui quali ricadeva l’obbligo di mantenere integra questo particolare intreccio tra città e campagna, perché, “sarebbe molto triste che tra venti o trenta anni il lavoro di Brandi possa servire a dire soltanto: “Vedete come era e come non è più la città di Martina Franca”.

Ora, l’invito del sindaco Donato Baccaro deve essere accolto da tutti: Istituzioni, associazioni culturali e singoli cittadini, poiché l’iniziativa di avviare la procedura per richiedere all’Unesco di valutare il nostro territorio e verificarne le caratteristiche per considerarlo patrimonio dell’umanità è utilissima, non solo perché conferirebbe maggiore valore alle potenzialità straordinarie già insite nei luoghi, ma stimolerebbe le Istituzioni a prendersi cura di essi, impedendo interventi, che stravolgerebbero le sue peculiari caratteristiche.

Mi riferisco alle condizioni in cui versa il Depuratore delle acque reflue di Martina Franca, collocato in Valle d’Itria, che richiede urgenti interventi di adeguamento perché possa realmente depurare le acque reflue, cosa che, nelle condizioni in cui versa, non riesce a garantire, con grave danno per l’ambiente. Così come mi riferisco alla necessità di dare adeguata soluzione all’individuazione del recapito finale delle acque reflue del depuratore, adottando modalità che accantonino definitivamente la tecnologia delle Trincee Drenanti, che arrecherebbe danni irreversibili al territorio , condannandolo alla desertificazione per l’asservimento di una notevole parte di esso alle trincee, oltre che ad un inevitabile danno ambientale con ricadute sulla salute di coloro che abitano nella Valle.

Alla Valle d’Itria servono interventi quali: infittimento della rete idrica potabile, potenziamento dell’elettrificazione, controllo dei manufatti incompatibili con il paesaggio ecc.,

ed è condivisibile quello che Cesare Brandi diceva di questa nostra Valle: “Qui non c’è bisogno di andare nella luna, nella luna non si potrà mai trovare se non della cenere vulcanica e della polvere, mentre qui si trovano cose straordinarie, questa campagna tutta inventata come se fosse abitata dalle fate, mentre è abitata dagli uomini, da uomini attivi, volitivi e lavoratori”.

 Isabella Massafra coordinatrice CGIL Martina.