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Volantino Spazio Conad Mesagne

Santoro e Padalino tornano a parlare dopo l’assoluzione di Leoci e Lanzilotti. Ecco le loro parole.

CAROVIGNO – In questi giorni, abbiamo assistito a una serie di dichiarazioni pubbliche da parte dell’ EX Sindaco e dell’ EX Presidente del Consiglio in merito alla vicenda giudiziaria che li ha coinvolti; dichiarazioni che a nostro giudizio travisano la realtà. Pertanto sentiamo il dovere di intervenire al fine di mettere ordine ai fatti accaduti.

La loro narrazione, sostanzialmente, è la seguente:
“Noi eravamo BRAVISSIMI; il Consiglio Comunale è stato sciolto INGIUSTAMENTE ma non abbiamo potuto fare ricorso a quel provvedimento, per colpa di quegli invidiosi del PD e di Italia Viva che ci hanno mandato a casa. La dimostrazione che non c’erano gli estremi e la fondatezza dello scioglimento è la piena assoluzione nel procedimento penale.” Bene, iniziamo da questa ultima affermazione.
lo scioglimento del Consiglio Comunale è un atto PREVENTIVO avente carattere AMMINISTRATIVO, non sanzionatorio e non necessariamente riferito a reati accertati, anzi la sua finalità è proprio quella di prevenirli.

Esso interviene, infatti, quando dalle indagini emerge, a giudizio di chi di competenza, un quadro di relazioni, di contatti e di circostanze non del tutto LIMPIDE. E chi ha contribuito a delineare questo quadro di opacità se non chi è stato indagato? Mettere in discussione la fondatezza dello scioglimento, sulla base di una assoluzione, sul piano penale e personale, oltre a essere una grossolana “sgrammaticatura” giuridica, è un incauto tentativo di mescolare le carte, lasciando intendere che i presupposti che hanno portato allo scioglimento siano venuti meno per effetto di quelle assoluzioni.

Ma si poteva fare ricorso a quel provvedimento? Certamente sì, ne avevamo pieno diritto, e allora perchè si è sciolto il Consiglio Comunale impedendo di fare quel ricorso? Di chi è la colpa di questo “grave e vile” gesto contro un’ intera comunità?

Bene, anche qui per ripristinare la verità partiamo dai numeri: il Consiglio comunale di Carovigno conta 16 consiglieri, la maggioranza del Sindaco Lanzilotti contava 10 consiglieri, l’opposizione ne contava 6.
Quanti consiglieri si devono perdere affinchè una maggioranza diventi minoranza?
la risposta ovvia è 3
10-3=7 (maggioranza che diventa minoranza)
6+3=9 (minoranza che diventa maggioranza)

Il gruppo consigliare del Sindaco e di Leoci, la lista “RIPARTIAMO DAL FUTURO”, contava 5 consiglieri essendo stata la lista più votata ed è stato però il gruppo che si è sfaldato prima di tutti, ha perso esattamente quei 3 consiglieri necessari a provocare il disastro.

Nel gruppo di Leoci, “RIPARTIAMO DAL FUTURO”, su 4 consiglieri, in 3 hanno preso le distanze. Tutto questo per dire che nel fallimento e nella disfatta, il duo Lanzillotti-Leoci è stato perfettamente autonomo; non hanno avuto bisogno dell’aiuto di nessuno.

Perciò non serve adesso fare le vittime cercando “colpevoli” nelle altre forze politiche.
Allora prima di avventurarsi in ricostruzioni fantasiose, per scaricare su altri le responsabilità del fallimento di un progetto politico, del grave danno economico e di immagine arrecato alla città, sarebbe auspicabile, da parte di questi signori, un’ onesta riflessione e magari un impegno a trovare l’umiltà e il tempo di chiedere scusa alla cittadinanza.

Il Gruppo Politico
ITALIA VIVA CAROVIGNO