Non è un caso che questa salvezza sia giunta matematicamente proprio nel giorno della Liberazione. Più Liberazione di questa, infatti, non c’è. Il Martina perde il derby contro il Lecce in virtù di una rete di Doumbia, ma festeggia la sua permanenza in Lega Pro e come potrebbe non farlo dopo tutti gli avvenimenti accaduti, passati, superati.

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Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi: ecco l’immagine del Martina, quello vincente, più forte di tutto e tutti, più forte delle difficoltà, dei soprusi, delle critiche, delle cattiverie troppe e gratuite, delle insinuazioni, della noncuranza, delle insidie, dei malesseri. Chi vuole il bene del Martina, è ancora qui a dichiararlo, a dimostrarlo con i fatti perché l’obiettivo è stato raggiunto e non c’è più spazio per prestare il fianco a chi vuole sminuire il raggiungimento di un traguardo così prezioso.

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Sarebbe un po’ come offendere i nostri tifosi, tra i migliori della categoria per calore e qualità, sarebbe come calpestare la più bella coreografia di sempre esibita oggi al Tursi, davvero monumentale, sarebbe come privare chi ama quella maglia biancazzurra del proprio cuore, perché Martina ha un cuore pulsante e il calcio lo fa battere. La sconfitta di Lecce odierna paradossalmente ci dà la stessa emozione provata nella gara di andata, perché molte volte vincere o perdere non fa differenza se l’obiettivo lo raggiungiamo insieme.

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Ufficio stampa As Martina

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