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Provato dall’intimidazione: grave, improvvisa, inaspettata. Determinato, però, a non cedere di un passo dal suo impegno quotidiano nel ruolo di guida di una comunità, che ieri è ripiombata nel terrore per l’ennesimo attentato.

«Non mi fermeranno. Io non mollo». Lo ripete più volte Carmine Brandi sindaco di Carovigno, al termine di una lunga giornata, iniziata con l’odore acre del fumo generato da un principio d’incendio doloso contro la vettura della moglie. Fiamme mai interrotte in una Carovigno ancora una volta svegliata dal suono delle sirene per un’emergenza criminale senza fine. Pieno, intanto, è il sostegno dello stesso primo cittadino nel lavoro delle forze dell’ordine impegnate nel capire se il movente questa volta sia da ricercare tra i faldoni dell’inchiesta che riguardano il territorio carovignese, o possa trattarsi di un gesto isolato, fuori da ogni altro contesto.

Sindaco nei giorni ha avuto il sentore di essere in pericolo per determinate vicende o qualche minaccia riferita a questioni importanti ?

«Assolutamente no. Ieri comunque ai carabinieri ho detto quanto sentivo necessario riferire. Ho avuto modo di confrontarmi con il capitano Diego Ruocco ed il tenente Alberto Bruno, che ringrazio per quanto e si spendono per la nostra comunità. Mi ha fatto enorme piacere la presenza ieri del comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe De Magistris. Ho sentito anche il questore. Così come ricevendo la telefonata del Prefetto abbiamo inteso svolgere a Carovigno un vertice sull’ordine e la sicurezza, che si terrà nei prossimi giorni. Questa è una delle prime risposte che vogliamo dare di fronte ad un gesto inqualificabile: lo stato è presente sul territorio . E sono certo che emergerà presto la verità. Ho avuto modo di sentire anche il presidente dell’associazione nazionale, “Avviso Pubblico” impegnata nella formazione civile contro le mafie, a cui ha aderito la mia amministrazione, che mi ha informato di aver riferito anche al ministero dell’ Interno sull’accaduto»

Cambierà qualcosa nella sua attività quotidiana da primo cittadino?

«Continuerò a fare il sindaco come ho fatto fino adesso: con lo stesso impegno e la stessa volontà nell’operare nell’interesse di tutti e per il bene comune della collettività carovignese. Lavorerò fin quando ne avrò la forza: metterò in campo la stessa determinazione che mi ha caratterizzato dall’inizio»

Episodi del genere, in un contesto economico e sociale complesso, rimandano anche alle difficoltà oggettive di chi oggi riveste questi ruoli di rappresentanza?

«I sindaci d’Italia sono oggi dei “missionari”: tante responsabilità. Siamo un front office quotidiano affrontando i problemi dal più piccolo ai più grandi. Nonostante questo però continuerò a lavorare con tranquillità così come ho fatto fino adesso»

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia