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Il senatore Vittorio Zizza di Conservatori e Riformisti interviene sul problema “Xylella”

Sono passati più di due anni da quando i ricercatori dell’università di Bari hanno individuato l’organismo patogeno della xylella, ma da allora la Regione Puglia di Vendola e del Partito Democratico  e dell’assessore  all’agricoltura  Nardoni, hanno ignorato quella che da subito appariva come una vera emergenza ed hannp preferito non fare niente per contrastare la diffusione del batterio.

vittorio-zizzaLe prove di questi disastri sono presto elencati.

La legge di stabilità approvata a dicembre 2013 prevedeva uno stanziamento di 5 milioni di euro per il potenziamento del servizio fitosanitario nazionale, ma Renzi per approvare il provvedimento degli 80 euro decide di tagliare il fondo xylella di 1,5 milioni di euro. Siamo ad agosto 2014 e in Puglia cade il silenzio per la xylella perché la nostra Regione è in piena campagna delle primarie. In questi mesi in puglia per accaparrarsi i voti degli ambientalisti e degli agricoltori si dice che gli alberi non vanno abbattuti, e che non si devono usare pesticidi.

Il Batterio ringrazia l’inerzia e silente  dal sud Salento sale verso la provincia di Brindisi.

Si invoca la nomina del Commissario ma l’unico interesse è quello di  mettere un uomo di loro riferimento. Per non finire,  il Comandante Silletti  si vede per due volte bocciare il piano dal TAR: viene da pensare o  che il TAR è ambientalista o chi ha predisposto il piano non è all’altezza della situazione.

Il Batterio ringrazia nuovamente l’inerzia e silente prosegue la sua corsa distruttiva.

I ricercatori finiscono coinvolti in una  inchiesta, una cosa unica al mondo, e la ricerca deve procedere senza alcun fondo stanziato!

Ennesima batosta: L’Europa si stanca della nostra inerziae blocca con effetto immediato le esportazioni dall’Italia di materiale vivaistico prodotto in Salento e minaccia il blocco di tutto il mezzogiorno. La Francia prima e poi la Tunisia, Algeria bloccano le importazioni delle nostre barbatelle e il settore rischia il collasso.

Noi come gruppo dei Conservatori e Riformisti,  sia in sede Parlamentare che  in sede Regionale, con interpellanze e interrogazioni abbiamo ripetutamente sollecito il Governo e la Regione Puglia.  Abbiamo inoltre provato ad emendare qualunque disegno di legge, compresa la legge di stabilità, che riguardasse l’ambiente e l’agricoltura introducendo finanziamenti per la ricerca per  una possibile soluzione e proposte immediate che andassero in sostegno degli agricoltori e aziende vivaistiche, quali:

1. incentivare la ricerca per  studiare il patogeno, il vettore,  come avviene da decenni in America, e individuare ogni misura idonea a prevenire e curare gli ulivi e le altre specie vegetali attaccate dalla Xylella medianti progetti che mettano in rete tutti gli istituti di ricerca operanti a livello nazionale e internazionale;

2. Individuare misure di incentivazione  agli agricoltori che mettono in atto le misure di prevenzione previste dal piano di azione attraverso il riconoscimento di sconti fiscali, o di un sussidio calcolato su ettaro in base alle spese documentate. Non bisogna lasciare gli agricoltori  soli a fronteggiare questa emergenza, soprattutto in un periodo come quello attuale dove l’agricoltura soffre molto. A livello nazionale potrebbero essere attivate misure per l’esenzione (IMU e dell’IRAP e dell’Irpef).

3. Definire ed attuare un piano di certificazione delle produzioni vivaistiche in grado di verificare tutte le produzioni, in modo da certificare l’assenza del patogeno prima di ogni movimentazioni di materiale vivaistico. In questo modo non sarebbero più giustificati i blocchi imposti dalla Francia o da ogni altra nazione. Anche in questo caso potrebbero essere riconosciuti incentivi e sovvenzioni a tutti che aderiscono al protocollo di certificazione delle produzioni vivaistiche.

Le  proposte a favore degli agricoltori mirano senza dubbio ad assicurare la continuità reddituale, sia in termini di produzione di olive che di Premi PAC ( integrazione olio per i proprietari terrieri) , almeno fino al permanere dello stato di emergenza. Su questo la Commissione Europea dove attivarsi  perché deve stanziare le risorse necessarie ad attivare questa misura.