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L’ultima seduta del Consiglio regionale avrebbe potuto rappresentare la soluzione ad un problema che sta a cuore a centinaia di famiglie brindisine.

E’ questo il motivo per cui avevo apposto la mia firma all’emendamento – proposto dal collega Amati – per modificare il Piano Casa della Regione Puglia. L’obiettivo non era e non è quello di legittimare forme di abusivismo. In quel caso, infatti, bene avrebbe fatto il Consiglio regionale a respingere tale emendamento.

Si tratta, invece, di porre rimedio ad una situazione paradossale, venutasi a determinare negli anni grazie anche all’assenza di adeguate politiche abitative e di idonei strumenti urbanistici.
A Brindisi, infatti, è ben noto che sono sorte moltissime abitazioni nelle contrade situate nell’estrema periferia cittadina e dopo aver ottenuto il condono in tanti hanno realizzato ulteriore volumetria per rispondere ad accresciute esigenze familiari.

Con il provvedimento proposto, pertanto, avremmo voluto dare la possibilità di ottenere un aumento del 20% di cubatura anche per le case situate nelle aree dei piani di recupero. Si sarebbe evitato, in tal modo, di dover dar seguito ad ordinanze di demolizione, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare in relazione all’aggravamento dell’emergenza-casa nella città di Brindisi.
La bocciatura dell’emendamento da parte del Consiglio regionale è stata frutto della posizione assunta dall’assessore regionale al ramo, ma è evidente che ci troviamo di fronte ad una scarsa conoscenza delle implicazioni che comporta la posizione rigida assunta dal Consiglio.

E’ giustissimo – lo ribadisco chiaramente – non legittimare forme di abusivismo, ma che senso ha far abbattere eventuali opere realizzate dopo la domanda di condono per poi autorizzarle in un secondo momento?

E’ questo il motivo per cui invito il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi ad affrontare immediatamente il problema con i consiglieri regionali eletti in provincia di Brindisi e con il supporto tecnico dell’ufficio urbanistica del Comune. Il tutto, allo scopo di avviare una fase di confronto con il Presidente Michele Emiliano e con l’Assessore regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio.

Individuare una soluzione praticabile a questo problema consentirebbe di ripristinare condizioni di piena legalità, di dare dignità a circa 500 famiglie ed anche di migliorare anche la condizione ambientale, visto che tuttora gli scarichi fognari finiscono all’interno di vasche (molte di queste versano in condizioni precarie) e l’acqua viene attinta dalla falda.

Mauro Vizzino – Presidente III Commissione consiliare della Regione Puglia