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La Provincia di Brindisi ha chiamato nuovamente in giudizio la Regione Puglia per mancato ristoro dei fondi per lo svolgimento delle funzioni non fondamentali, promuovendo ricorso presso la Corte di Appello di Lecce.

L’appello si è reso indispensabile al fine di rimuovere uno stato di attuale incertezza oggettiva sulla natura dell’indebita diminuzione patrimoniale subita nonché sulla tutela della posizione giuridica soggettiva di questa Amministrazione.

Come si ricorderà, a decorrere dall’entrata in vigore della legge 7 aprile 2014 n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni— c.d. “legge Delrio”), che è intervenuta sull’assetto ordinamentale e funzionale delle province e delle Regioni a statuto ordinario, la Provincia di Brindisi dal 1à gennaio 2015 ha svolto, sostenendone i relativi oneri, le funzioni in ambito di approvvigionamento idrico, edilizia sismica, attività produttive e agricole, caccia, cultura, biblioteca, museo, politiche comunitarie, protezione civile, servizi sociali, sport, turismo, polizia provinciale, politiche attive del lavoro e formazione professionale, ambiente e Trasporto Pubblico Locale (TPL), sebbene la titolarità delle stesse fosse trasferita in capo alla Regione Puglia.

La Regione Puglia ha riconosciuto il proprio debito limitatamente all’anno 2016 ed alle funzioni “approvvigionamento idrico, edilizia sismica, attività produttive e agricole, caccia, cultura, biblioteca, museo, politiche comunitarie, protezione civile, servizi sociali, sport, turismo”, procedendo a versare l’importo di € 1.500.000, cui si aggiungeva successivamente l’importo di € 314.601,14. Invece, venivano rinviate ad altre e successive intese (finora non intervenute) le questioni relative alle funzioni “polizia provinciale, politiche attive del lavoro e formazione professionale, ambiente e Trasporto Pubblico Locale (TPL)”.

E’ restata, pertanto, fuori dall’intesa la circostanza per cui la Provincia di Brindisi ha sostenuto le sopraelencate funzioni a decorrere dall’entrata in vigore della legge n. 56/2014, e comunque dal 1° gennaio 2015, sopportando tutti gli oneri finanziari, quantificati per l’anno 2015 in € 6.190.869,29.

In virtù di tutto questo, la stabilità finanziaria della Provincia di Brindisi è risultata seriamente compromessa senza averne colpe, ma semplicemente per aver impedito che nelle funzioni amministrative di cui trattasi avvenisse un interruzione di pubblico servizio, talaltro penalmente perseguibile ai sensi dell’art. 340 c.p.

Con tale ricorso, pertanto, si chiede di accertare e dichiarare il diritto della Provincia di Brindisi ad ottenere ristoro economico dalla Regione Puglia per la diminuzione patrimoniale subita in ragione per l’esercizio effettivo delle funzioni, svolte e di conseguenza si chiede alla Regione Puglia, per tramite la Corte di appello di Lecce, il versamento alla Provincia di Brindisi, previo scomputo di quanto versato in ragione dell’accordo interistituzionale del 6/12/2017, di un indennizzo e/o delle somme corrispondenti alle spese sostenute per l’esercizio delle funzioni in questione fino dalla data di effettivo esercizio delle medesime funzioni da parte di altro soggetto giuridico.
“L’azione promossa – ha dichiarato il presidente f.f. della Provincia di Brindisi, Domenico Tanzarella – evidenzia come il ricorso all’azione giudiziaria a volte non si traduce in una risposta ad un problema, ma sia esso stesso parte del problema”.