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Volantino Spazio Conad Mesagne

Ieri sera è stato presentato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il nuovo DPCM. Ennesimo tentativo dell’esecutivo di arginare i contagi da coronavirus. Una parte della norma, in particolare, ha fatto saltare i sindaci, a partire da Antonio Decaro, perché delega la responsabilità della chiusura di luoghi della movida proprio a loro.

In pratica, saranno i sindaci a decidere se e quali strade o piazze chiudere per evitare assembramenti. Ve lo immaginate? Uomini e donne soli al comando che scendono per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte per sgomberare qua e la orde di persone assembrate?

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Ecco il commento di Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente nazionale ANCI: “Il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non lo accettiamo. Ci saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un’altra? Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso”.

Qualche altro provvedimento che impatterà sulla cosiddetta movida riguarda le chiusure di bar e ristoranti alle 24.00 (che dovranno anche esporre all’esterno il numero massimo di coperti consentiti) e tavoli da non più di sei persone. Possono sembrare dettagli ma ne va di pezzi interi della nostra economia. Nella sacrosanta lotta al covid andrebbero privilegiate le regole, dal distanziamento sociale al lavarsi spesso le mani fino, ovviamente, all’uso delle mascherine anche all’aperto.

Gennaro Del Core