An empty classroom. Despite the end of the coronavirus lockdown, Italy has not yet reopened schools. Trieste, 26th of May 2020. (Photo by Jacopo Landi/NurPhoto via Getty Images)

Priorità alla scuola Puglia chiama a raccolta genitori, docenti e studenti pugliesi per chiedere chiarezza e maggiore impegno sul fronte istruzione.

Un sit-in presso la sede del governo regionale pugliese (lungomare N. Sauro 33, Bari venerdì 22 gennaio alle ore 17,00 per chiedere a gran voce che si faccia chiarezza sul futuro della scuola in Puglia. Per gli attivisti del movimento “Priorità alla Scuola Puglia” non ci sono dubbi: “Per combattere i virus occorre tenere aperte le scuole, perché è solo con la consapevolezza che si possono adottare comportamenti responsabili”.

Tutto questo è mancato finora: ordinanze che hanno trasformato un diritto costituzionale in un servizio a richiesta, provvedimenti settimanali che portano scompiglio nelle organizzazioni delle scuole e delle famiglie, un piano operativo per la riapertura in sicurezza delle scuole ancora in via di approvazione e una narrazione populista ed ansiogena, anziché, una libera e pubblica fruizione di dati scientifici, assenza di un serio potenziamento dei servizi sanitari territoriali e del trasporto pubblico. È quanto accaduto finora nella Regione Puglia governata da Emiliano che sarà in zona arancione fino al 31 Gennaio 2021. Qui nel tacco d’Italia la panacea di tutti i mali è stata, finora, la chiusura delle scuole.

Secondo il DPCM le scuole secondarie di secondo grado sarebbero dovute rientrare in presenza al 50% (anche in zona arancione), con un piano trasporti realizzato ad hoc dai prefetti per evitare il sovraffollamento dei mezzi, ma qualcosa è andato storto in Puglia, viste le due ordinanze regionali a firma del presidente Michele Emiliano, che ne hanno posticipato l’attuazione.

Il governo regionale lascia spazio a narrazioni spaventose, anziché rassicurare ed informare i propri cittadini con dati reali. Come già dichiarato il 9 Gennaio u.s., questo clima non favorisce il lavoro del personale della scuola e tantomeno un sereno proseguo del percorso di studi degli alunni e delle alunne di ogni ordine e grado.

Il rinnovo della possibilità scegliere se mandare o meno i figli a scuola per le scuole primarie e secondarie di primo grado ha portato ad un inasprimento delle misure restrittive messe in atto da parte di alcuni docenti e dirigenti scolastici, che sempre utilizzando la pressione psicologica, di fatto tendono a penalizzare chi rientra a scuola in presenza: tantissime le segnalazioni quotidiane sulla nostra pagina e, per quanto cerchiamo di aiutare tutti, notiamo una certo “arbitrio fantasioso” nell’attuare l’ordinanza regionale. A farne le spese sono , come al solito, i soggetti più deboli: vedere alunni con disabilità frequentare aule senza compagni di classe ci ha fatto tornare indietro di 20 anni sul piano dell’ inclusione. Se il clima di collaborazione instaurato fra le scuole e le famiglie all’inizio dell’anno scolastico non dovesse trovare un equilibrio di reciproco rispetto, saremo costretti a segnalare gli istituti inadempienti all’Ufficio Scolastico Regionale.

Le Scuole aperte sono un antidoto alla diffusione dei virus, anche quello della paura che impedisce di comportamenti ragionevoli. Il libero accesso ai dati epidemiologici è un diritto per i cittadini che non possono più accettare provvedimenti “alla cieca”. In Puglia è necessario isolare e contenere il virus della paura prima del covid-19. E come si “cura” la paura? Con la conoscenza dei fatti e la valutazione dei dati.

Come possiamo curare la paura se i luoghi dove nasce la conoscenza, ovvero le scuole, vengono associate a narrazioni errate e di fatto continuano ad essere chiuse per le superiori e socchiuse per le altri gradi? Come possiamo superare i timori se i dati relativi ai contagi scolastici rimangono a tutt’oggi un taboo e nella mente dei lettori la parola quarantena viene ancora associata a sicuro contagio?

Dopo il temporeggiamento ora è il momento di prendere una posizione motivandola con dati scientifici, assumendosene le responsabilità anche di fronte al Governo, cosi come è stato dichiarato dal CTS nei giorni scorsi.

Il rischio zero non esiste e se migliaia di lavoratori ogni giorno fanno i conti con questo dato perché l’economia di una nazione è pilastro fondamentale per la sua sopravvivenza, ci chiediamo se i luoghi dove si formano le menti che in futuro costruiranno questa economia non necessitino della giusta dedizione, attenzione e caparbietà nel tenerle aperte e fruibili a tutti e tutte, affinché rimangano luoghi di sapere, di scambio, di rispetto e di democrazia.

Priorità alla Scuola – Regione Puglia

 

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