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Comincia oggi, 1 febbraio, il progetto dal titolo “Un vuoto nella rete”, realizzato dal centro servizi per le famiglie Orizzonti” di San Pio, a Bari. L’iniziativa, promossa dall’Assessore al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, punta a sensibilizzare i minori e le loro famiglie sui rischi di un uso non consapevole dei social.

In questi giorni, da Palermo a Bari, le cronache ci hanno restituito vicende drammatiche che hanno visto, quali tristi protagonisti, i minori. Nel caso siciliano, addirittura, l’epilogo più tragico con il suicidio della piccola Antonella, di soli 10 anni, per una sfida diventata virale su Tik Tok.

In questo contesto si avvia il progetto ideato dalla cooperativa “GEA”, che gestisce il centro servizi per le famiglie “Orizzonti”, e finanziato dall’assessorato al Welfare. L’obiettivo è far crescere la consapevolezza dei più giovani, ma anche delle loro famiglie, a proposito delle piattaforme social. Chi segue la nostra rubrica Mondo Digitale, sa quanto siamo convinti della straordinaria utilità del web e degli spazi che ci hanno consentito di annullare le distanza, non solo fisiche. Tuttavia, va sempre riposta massima attenzione nel farne uso, soprattutto quando ci riferiamo ai più piccoli che dovrebbero essere sempre accompagnati anche nella navigazione online.

Gli incontri gratuiti, che si terranno online sulla piattaforma zoom, si svolgeranno, a partire dal prossimo 3 febbraio, i mercoledì della seconda e quarta settimana del mese, dalle ore 17 alle ore 18, condotti da uno psicologo.

L’assessora al Welfare, Francesca Bottalico approfondisce le ragioni alla base del progetto: “Con questo nuovo percorso formativo, che sia aggiunge al programma cittadino di formazione di genitori e docenti, proviamo a guardare da vicino il mondo in cui si muovono i nostri bambini e ragazzi per accompagnarli a conoscere rischi e opportunità legati all’utilizzo della rete, coinvolgendo anche gli adulti di riferimento affinché questi ultimi possano imparare a comprendere meglio i propri figli, con i loro bisogni e le loro fragilità. È un modo per ripensare le dinamiche intrafamiliari creando nuovi spazi di condivisione di esperienze che possano avvicinare adulti e minori aiutando in particolare i primi sia a riconoscere i fattori di rischio legati all’uso della rete, sia a valorizzare i bisogni emotivi più profondi dei bambini e degli adolescenti”.

Le attività formative saranno completate dai gruppi di parola e confronto tra genitori e dagli sportelli di ascolto sociale, pedagogico e psicologico per genitori, docenti, minori e adolescenti sul territorio cittadino, su appuntamento in sede o in remoto contattando le diversi sedi dei Centri servizi per le famiglie.

Gennaro Del Core

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