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Il prossimo 29 marzo 2021 sarà pubblicato su tutte le piattaforme digitali (Spotify, Youtube, Amazon Music, Apple Music, ecc.) “Agihero”, il singolo ispirato alla storia della pastora etiope immigrata in Italia.

Agitu Ideo Gudeta, era fuggita dal suo Paese, l’Etiopia, dopo essere stata più volte minacciata a causa del suo impegno contro l’accaparramento delle terre da parte delle multinazionali e aveva cercato un futuro in Trentino.

Non era stato facile, aveva combattuto anche contro i pregiudizi. Ma lei, energica e forte, determinata e coraggiosa, era riuscita a farsi amare anche in quella valle. Lo scorso 29 dicembre 2020 è stata uccisa a martellate: “quattro, forse cinque…” così riportavano le prime notizie che annunciavano la sua scomparsa. Il corpo della donna era accasciato a terra all’interno dell’abitazione, nella sua camera da letto, al secondo piano di un edificio di proprietà del Comune che comprende anche la canonica del paese, in località Plankerhoff, a Frassilongo, un complesso che sorge a pochi chilometri dalla sua azienda agricola “La capra felice”.

Ad ucciderla un suo collaboratore, un pastore che lei aveva accolto e aiutato. Il movente, pare fosse un problema di soldi: uno stipendio non corrisposto. L’omicida ha raccontato di avere anche abusato sessualmente della vittima quando questa era già agonizzante a terra. Una storia che ha toccato profondamente le corde di Giuseppe, Marco, Mery e Lorenzo, tanto da voler rendere omaggio alla pastora con un brano musicale interamente ispirato e dedicato alla sua vicenda.

L’idea nasce da una telefonata tra fratelli: Marco, classe ’96, co-fondatore degli “Kjøkkenet” iscritto al triennio di Musica Elettronica presso il Conservatorio “N. Rota” di Monopoli; e Giuseppe, classe ’93, giovane cantautore e insegnante. Nonostante le distanze, Marco, Mery Urgese e Lorenzo Urgesi (co-fondatori e componenti degli “Kjokkenet”), sono soliti tenersi in contatto ed essere in continua produzione musicale.

In principio, la base di “Agihero” nasce da un audio vocale Whatsapp che Lorenzo invia a Marco. Si tratta di un canto, evocante quasi una sorta di lamentazione, di un artista di strada che cattura l’attenzione di Lorenzo mentre passeggia per le strade di Torino (città dove conduce i suoi studi in Design al Politecnico di Torino). Da qui parte un minuzioso lavoro di produzione che porta al coinvolgimento di Giuseppe, per la composizione del testo, alla sua prima pubblicazione ufficiale nel panorama del cantautorato italiano.

La copertina del singolo è stata curata dall’artista torinese Marzia Armaroli, già conosciuta nel panorama musicale sia per le sue doti grafiche che mediatiche in qualità di SMM. Cresciuta in una casa in mezzo alle campagne del vercellese, da genitori che l’hanno fatta innamorare dell’arte in tutte le sue forme, della vita e dei fiori. Ha intrapreso un percorso artistico e a vent’anni si è spostata a Torino lasciandosi travolgere da influenze multietniche che la caratterizzano. Esercita arte in mille forme, dai tatuaggi alle illustrazioni, fino ai dipinti e alla customizzazione di capi, da questo il nome d’arte “Creativa Dispersiva”.

Il senso grafico dell’opera a cura di Marzia è quello di un’iconografia di Agitu, quasi fosse assurta agli onori degli altari. Ci sono infatti alcuni segni della simbologia religiosa facente capo al Cristianesimo come ad esempio la palma del martirio, e la scelta di raffigurare la vittima con lo strumento con cui è stata “martirizzata”: proprio come si faceva un tempo per divulgare l’agiografia dei Santi per mezzo di immagini e/o affreschi nelle Chiese.