GIOVANNI TAURISANO
GIOVANNI TAURISANO

CEGLIE MESSAPICA – Gioioso, travolgente e coinvolgente: è il ballo della pizzica, le cui origini risalgono alla fine del 1700. Ogni pizzica, però, ha la sua storia che tocca, anche, i Comuni dell’Alto Salento, con diverse forme di espressività musicale e canora della tradizione.

Un lavoro di ricerca in questa direzione è stato effettuato da Giovanni Taurisano, musicista di Ceglie Messapica e appassionato di studi popolari che, nel suo primo scritto, “La pizzica serpentata-Canti, suoni e danze rituali a Ceglie Messapica” (pubblicato da Kurumuny), ha scavato a fondo nella memoria della comunità cegliese e, con un paziente lavoro di indagine, basato su interviste agli ultimi testimoni ancora in vita, ha trovato nuove e importanti conferme dell’esistenza di una pratica magico-rituale utilizzata per curare le persone che si credevano possedute da un animale-simbolo come il serpente. In questo fenomeno del “serpentismo”, infatti, si collocano i cantori sammichelani Santo Arpino (Sanduddhe de Pizzittin’) Giovanna Pavone e Franco Santo (Sandə Scarpinə)

Santo Arpino è nato nel 1927 a San Michele Salentino. Trainiere prima e contadino successivamente, era un suonatore virtuoso e limpido nell’esecuzione. Giovanna Pavone è nata nel 1933 in provincia di Bari, si trasferì a San Michele Salentino dove ha lavorato come bracciante agricola. Cantava durante la raccolta delle olive insieme alle sue compagne. Franco Santo, infine, è nato nel 1930 a Ceglie Messapica. Contadino e suonatore, dopo il matrimonio con Maria Santoro si trasferì a San Michele Salentino. È considerato l’ultimo musico-terapeuta di Ceglie Messapica.

Tutti questi aneddoti, della cultura popolare cegliese e dei paesi limitrofi, saranno raccontati sabato 4 settembre alle ore 21 in piazza Marconi a San Michele Salentino, dalla viva voce dell’autore, con il supporto di Mario Salvi, musicista, etnomusicologo. Seguirà uno spettacolo di musica e balli popolari interpretati da Marilena Martina.

“Un lavoro di ricerca di notevole importanza, anche per la nostra comunità – spiega l’assessora alla cultura, Rosalia Fumarola, organizzatrice dell’evento – perché figlia della “Messapia” insieme alla nostra vicinissima Ceglie Messapica. Non a caso, i nostri concittadini Santo Arpino, Giovanna Pavone e Franco Santo, attraverso i loro racconti, hanno contribuito in maniera significativa alla ricostruzione di un antico culto, che identifica questa area geografica dell’Alto Salento. I cantori e gli iatro-musici (musico-terapeuti) i protagonisti. Canti, suoni e danze rituali che ci riportano alla simbologia del serpente e non alla famosa tarantola a cui eravamo quasi abituati. A Giovanni Taurisano vanno i meriti per aver introdotto nel vocabolario la Pizzica Serpentata, un libro\cd da leggere e tramandare”.