IMG 20210831 WA0011
IMG 20210831 WA0011

A fine manifestazione le parole del Presidente: “La mostra è solo l’inizio, anche se racconta la fine”.

“Questa mostra è Positiva a due tipi di virus: uno è quello della xylella, l’altro è quello dell’inciviltà”- a parlare è Antonio Ciracì, presidente dell’Associazione Mittaffet.

“Questa è l’unica frase che ho voluto inserire nell’esposizione. Nessuna conferenza stampa ha aperto ufficialmente la mostra “Positiva”, ma solo una locandina che ne indicava la data di inizio e la data di fine. Nessun discorso è stato fatto per spiegare il senso della mostra. Le parole non servivano. La cosa più importante era il silenzio.

Il visitatore ha avuto un rapporto silenzioso ed intimo con Positiva. Ognuno di noi si è sentito colpito ed in difetto quando ha visto quei rifiuti esposti come opere d’arte. Potevamo fare di più per il pianeta ma non lo abbiamo fatto. Forse ci abbiamo provato, ma non è bastato. Forse bastava semplicemente riporre quei rifiuti negli appositi contenitori e dare la colpa agli altri, ma poi ci si accorge subito che questa passività non serve. Bisogna agire. Uscire dalle nostre case e fare qualcosa di propositivo.

La mostra è solo l’inizio, anche se racconta la fine, di un processo attivo e propositivo alle intenzioni e alle creazioni concrete.

Le fotografie disposte sulle pareti della sala espositiva raccontano la nostra Ceglie con alcune delle sue bellezze. I fotografi sono entrati nel vivo del dettaglio riuscendo a evidenziare nelle foto ogni tipo di sentimento, sia positivo che negativo. Queste foto ricche di emozioni, volutamente posizionate in quel modo, incorniciano una storia. Questa storia racconta solo la fine, ma non è un lieto fine. È impregnata di negatività, ma è la positività la vera causa. Infatti lo spazio centrale della sala racconta due tipi di positività: la positività alla xylella per i nostri ulivi e la positività al male per l’inciviltà. La xylella viene descritta attraverso dei rami di ulivo privi di foglie. Abbiamo infatti preso rami vivi e ricchi di vegetazione e li abbiamo completamente spogliati dei loro vestiti più belli. Questo gesto è stato fatto in silenzio. Nessuno di noi ha aperto bocca mentre compiva l’azione. La mostra “Positiva”, per noi, è iniziata in quel preciso momento ed è stata proprio quell’occasione a far comprendere al meglio il senso della mostra a tutti gli altri ragazzi di MittAffett che hanno collaborato alla realizzazione.

Lì ho capito che dovevo tacermi e che non aveva senso che continuassi a descrivere le intenzioni di “Positiva”. Abbiamo poi posto ai lati dei rami delle foglie secche sparse in modo casuale. È stato emozionante sentire, mentre i visitatori passeggiavano in silenzio per gli spazi espositivi, il rumore delle foglie secche pestate: si percepiva il dolore degli alberi e anche l’udito, dunque, ha avuto la sua parte fondamentale per comprendere queste sensazioni. Abbiamo posizionato i rifiuti iconici delle nostre campagne e della nostra città su piedistalli in legno, i quali hanno dato al rifiuto una connotazione artistica ed un’importanza spaziale che non meritano: cartucce di fucili da caccia, mozziconi di sigarette, le famose bottiglie di birra onnipresenti nei nostri muretti a secco (con addirittura un piccolo alveare posto in una di esse), bottiglie e tappi di plastica e, per finire, le mascherine chirurgiche (i nuovi rifiuti figli della pandemia).

Un altro motivo che mi ha spinto a parlare di “Positiva” solo alla fine è quello relativo alla nascita di un altro progetto, denominato, per ora, “Attacco di Bellezza”. La mostra era solo l’intro di un’idea più vasta. Dopo aver conosciuto i problemi, si passa alle risoluzioni. È da anni che mi chiedo in che modo si possa cambiare la mentalità di chi non rispetta il posto in cui vive, cioè il pianeta Terra.

L’obiettivo di questo progetto sarà quello di dedicare attenzione agli spazi della città: dalle piazze ai marciapiedi, dalle strade alle rotonde, ecc… In questo primo approccio abbiamo puntato la nostra attenzione verso una piazza cegliese, precisamente Piazza La Pira. Abbiamo chiamato a rapporto giovani studenti cegliesi di architettura o neo laureati, con i quali interverremo creando un progetto di comunità, iniziando dalla pulizia del luogo per poi arrivare all’inserimento di nuovi arredi urbani. Sarà un piccolo intervento di architettura che ha come obiettivo quello di far partecipare il cittadino stesso alla progettazione degli spazi comuni.

Desideriamo interagire con gli abitanti del quartiere, cercando di cogliere tutti gli aspetti utili per intervenire. Se solo un abitante dovesse partecipare al progetto, avremo vinto. Quell’abitante, alla fine dei lavori, si sentirà proprietario dello spazio pubblico e lo preserverà influenzando anche chi gli sta intorno. È questo l’obiettivo principale di questo progetto di sensibilizzazione: non deve finire parallelamente con la fine dell’evento, ma deve continuare nei giorni successivi fino a diventare un’abitudine ed un fattore culturale. Serve questo secondo noi e non abbiamo paura di sbagliare o addirittura di fallire nell’impresa. Ci metteremo in gioco e faremo mettere in gioco tutti coloro che vorranno farlo. Non è nostra intenzione urtare la sensibilità di nessuno nè tantomeno elogiarci come salvatori della patria. Abbiamo un progetto e vogliamo portarlo a termine, tutto qui. Le idee non devono essere per forza condivisibili, è chiaro, però, che vanno almeno conosciute. Noi siamo qui, aperti a tutto e a tutti. Vi aspettiamo.

Vorrei ringraziare l’Amministrazione Comunale per aver collaborato alla realizzazione di “Positiva”, grazie al Sindaco Palmisano e, soprattutto, all’Assessore Laveneziana per l’approccio giusto e propositivo che ha verso le associazioni cegliesi. Grazie ai fotografi di Positiva: Anna Rita Lodedo, Davide Ciccarese, Simona Ciccarese, Giuseppe Suma, Graziano Di Fonzo, Martino Gioia, Piero Barletta e Sabrina Cassiano. Grazie a Stefano Gioia, Pasquale Gioia e a Marco Palmisano per la preziosissima collaborazione. Grazie e Ceglie Notizie, Stefano Menga (Cronache e Cronachette) e a Mimmo Barletta (Ahi… Ceglie) per l’attenzione mostrata.