Si è tenuta l’Assemblea dei soci del Consorzio di Gestione della Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto costituita dai Comuni di Brindisi e Carovigno e dal WWF

In prima istanza, i soci hanno approvato il bilancio consuntivo 2016 chiuso in pareggio nonostante la riduzione degli introiti derivanti dalla riduzione dei servizi turistici. A seguire la relazione delle attività svolte nella stessa annualità. Il monitoraggio naturalistico ha permesso di verificare l’efficacia di gestione della riserva. È stato possibile incrementare la checklist dell’avifauna della Riserva che conta n°188 specie di uccelli a testimonianza dell’elevato interesse che l’area riveste per specie di marcato interesse naturalistico e conservazionistico.
È stata accertata la nidificazione di n°3 nuove specie: cavaliere d’Italia Himantopus himantopus, fistione turco Netta rufina e gruccione Merops apiaster.
Nel 2016 sono state individuate 5 nuove specie di formiche non note per la Riserva, tra queste 2 sono nuove per la fauna regionale. La copertura degli habitat, il loro livello di biodiversità e la presenza di specie tipiche è aumentata; sono state attivate le procedure per riconoscere Torre Guaceto come “Bosco da Seme” della Regione Puglia e per autorizzare il Consorzio a riprodurre piante della macchia mediterranea; ciò permetterà nei prossimi anni di realizzare a Serranova un vivaio di piante selvatiche per interventi di rimboschimento non solo a Torre Guaceto, ma anche nelle aree protette limitrofe.
Con l’attivazione del centro recupero tartarughe marine, particolare attenzione è stata posta alla presenza di esemplari di Caretta caretta spiaggiati sulla costa dell’area protetta soprattutto durante le mareggiate nel periodo invernale, in pochi mesi la struttura è diventata punto di riferimento per la provincia di Brindisi. Nell’annualità 2016 è stata stipulata una convenzione con il Corpo Forestale dello Stato che ha permesso di intensificare il controllo dell’area protetta. Il Consorzio impegnato nella definizione del ciclo della depurazione delle acque provenienti dal depuratore consortile di Carovigno ha elaborato un progetto per il riutilizzo in agricoltura delle acque affinate provenienti dal depuratore di Bufalaria; finanziato dalla Regione Puglia prevederà l’utilizzo delle acque depurate anche in interventi di ingegneria naturalistica. L’utilizzo da parte degli agricoltori permetterà una netta riduzione dell’emungimento dalla falda acquifera con conseguente rallentamento del processo di salinizzazione dell’acqua di falda.
Il Consorzio si è candidato al programma di cooperazione Ionio Adriatico con tre progetti con la partenza dei quali si produrrà: un piano strategico congiunto e transfrontaliero per la gestione delle risorse marine; adozione di piani locali di gestione e sviluppo per l’uso delle risorse marine; attivazione di attività economiche sostenibili per l’integrazione dei redditi dei pescatori; miglioramento della sensibilizzazione dei consumatori a comprare prodotti ittici locali e di specie dimenticate; creazione di nuovi mercati per i prodotti ittici locali; e si creerà un’associazione trasfrontaliera dei pescatori artigianali.
Si è candidato a due progetti LIFE per il recupero e la gestione sostenibile degli habitat dunali, la prevenzione degli incendi, sensibilizzazione, ripopolamento marino.
E al programma di cooperazione Grecia-Italia con due progetti per la definizione di un sistema avanzato di rilevamento dell’inquinamento marino. Presso il laboratorio archeologico della Riserva continua l’analisi dei reperti ritrovati sugli scogli di Apani, ricerca che ha permesso di realizzare una fruizione turistica in modalità open-lab di alcuni degli spazi operativi del laboratorio anche con il supporto di una app per dispositivi mobili con contenuti dedicati in Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Inoltre, sono state redatte ed avviate, come da cronoprogramma, specifiche azioni di settore da realizzare nell’ambito della CETS piano per il quale il Consorzio è stato premiato a Bruxelles lo scorso dicembre.
Nell’ambito delle attività di valorizzazione delle produzioni agricole di qualità, il Consorzio ha svolto una continua attività di animazione dei settori produttivi presenti nella riserva in particolare la pesca e l’agricoltura (che ha portato ad oggi ad avere una superfice di 350 ettari convertiti a biologico pari quasi al 45% della superficie agricola presente in Riserva).

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