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Volantino Spazio Conad Mesagne

La normalità dell’era pre-Covid è ancora lontana, ma arrivano segnali interessanti.

“Italia, un Paese al lavoro”. Si intitola così lo speciale dossier comparso sulle pagine online del quotidiano la Repubblica che analizza i diversi settori dell’economia tricolore nell’epoca del Coronavirus. Aziende, industrie, segmenti e ambienti finanziari che se la devono vedere con l’emergenza economica, oltre che sociale e sanitaria, che ha bloccato tutto il mondo. Si parte dal turismo, ovviamente tra i settori più colpiti, per arrivare allo sport, che ha dovuto bloccare tutte le maggiori competizioni, Olimpiadi ed Europei di calcio compresi, passando per la produzione tessile, quella alimentare, il trasporto aereo e, infine, anche il gioco legale.

Nel report emergono due certezze. La prima è volta al passato: la pandemia ha ovviamente sconvolto il sistema produttivo, nulla sarà come prima e riprendersi è semplicemente un’impresa. La seconda, però, è volta proprio al futuro prossimo, anzi immediato: presto arriveranno infatti nella nostra economia importanti iniezioni di denaro proveniente dall’Unione Europea. La sfida, adesso, è organizzare i progetti e dettare le regole di una ripartenza che, però, appare già iniziata. Lo dicono le previsioni sul Prodotto Interno Lordo e sull’export, nonché qualche piccolo cambiamento anche per quanto riguarda il mondo del lavoro, con nuove assunzioni e nuovi posti occupazionali. Stando a quanto rende noto l’Istat, infatti, dopo il crollo di marzo e aprile, la produzione industriale ha ricominciato a salire a maggio, con i segnali di ripresa, soprattutto di esportazioni, manifattura e ore lavorate, che si sono fatti convincenti e netti nel mese di luglio. Certo, il crollo è stato a dir poco verticale: il Pil nella fase centrale del lockdown ha fatto registrare un segno meno del 12.8%, ma la ripresa c’è. A sostegno delle visioni più ottimistiche ci sono anche le entrate fiscali di agosto, arrivate a +9% rispetto allo scorso anno, e la grande capacità di adattamento dell’industria italiana. Discorso diverso, invece, per i consumi: secondo Confcommercio, infatti, rispetto al 2019 siamo al -8.7%, con il -23.3% nella situazione dei servizi e un debole 0.5% nella vendita dei beni.

L’altra grande speranza arriva invece direttamente dal Recovery Fund varato dal Consiglio Europeo. Si tratta di 750 miliardi di euro, diviso tra tutti gli stati membri. All’Italia è toccata la fetta più ampia: 209 miliardi, spendibili per progetti orientati ad “aumentare il potenziale economico, creare occupazione e rafforzare la resilienza”. Le nuove parole chiave, in questo senso, saranno un’economia verde, ecosostenibile, votata al digitale e alla tecnologia.

Discorso più complicato invece per quanto riguarda il comparto del gioco legale. Ad occuparsi di questo settore è stato soprattutto il sito specializzato Gaming Insider, che ha esaminato la ripartenza del comparto. Ripresa lenta per ricevitorie e tabaccherie, che stanno fortificando l’interesse dei clienti, mentre per le video lotterie, le sale slot e i bingo, l’unica via d’uscita sarà quella di una revisione delle misure di contrasto al Covid. Sono ripartite invece le scommesse, complice anche il via libera ai campionati di calcio, basket e ciclismo. Insomma, la situazione pre Coronavirus è ancora lontana, ma almeno si può tornare a pensare alla normalità.

UFFICIO STAMPA GAMING INSIDER