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La diffusione di internet e la crescita notevole delle nuove tecnologie digitali sta rivoluzionando il contesto sociale, economico e culturale in cui noi viviamo ed operiamo. Noi cittadini, noi consumatori, noi imprese facciamo sempre più i conti con le nuove modalità di comunicazione, di ricerca e di scambio delle informazioni.

La nascita e il rapido sviluppo di una vera e propria società digitale sta cambiando il modo di rapportarci, di informarci, di lavorare, di acquistare, di vivere.

E’ quindi tutt’altro che un azzardo – come faremo nell’iniziativa in programma a Bari lunedi 11 aprile con il Sottosegretario Antonello Giacomelli – mettere insieme la banda ultralarga, le novità sull’editoria digitale radiotelevisiva e finanche il ruolo che dovrà avere, in un contesto così, un soggetto come poste italiane.

La banda ultralarga è la prima vera grande infrastruttura che coinvolge l’intero territorio nazionale. Dopo le ferrovie, l’elettrificazione e la rete autostradale non abbiamo avuto grandi opere che abbracciassero l’intera nazione. Negli ultimi decenni le grandi infrastrutture, penso all’alta velocità, hanno al massimo avuto carattere macroregionale. Renzi, giovedi scorso, ha illustrato la strategia del governo per recuperare il gap che l’Italia ha accumulato rispetto alla media europea con investimenti rivolti specialmente alle zone che i gestori chiamano a “fallimento di mercato” e che quindi potremmo dire sino oggi sono rimaste “sganciate dal futuro”.

E questo nuovo modello, che coinvolge tutti i territori e che il governo sta affrontando con Enel, vedrà l’imminente protagonismo di Bari che è tra le prime 5 città che lo sperimenteranno. Del resto la puglia e Bari in particolare, sono sempre state la porta del levante. Questo ruolo era garantito dal mare. Oggi al mare è necessario aggiungere la Banda ultralarga che va immaginata come una finestra del mondo sulle ricchezze e sulle potenzialità pugliesi.

Sull’emittenza radiotelevisiva, sono stati quelli appena trascorsi mesi importanti, anche grazie ad un emendamento voluto fortemente da noi parlamentari pugliesi con cui si è destinato una parte dell’extra gettito derivante dal canone Rai al sostegno di Tv e radio locali. Si tratta di testate che svolgono spesso un servizio di informazione pluralista e fondamentale per i territori dove si trovano ad operare con evidenti risvolti sulla crescita e lo sviluppo economico. E proprio la puglia su questo è la cartina tornasole specialmente se paragonata alle altre regioni del sud.

Con il fondo unico per il pluralismo e l’innovazione abbiamo razionalizzato i contributi all’emittenza radio TV, abbiamo valorizzato le tv locali che fanno informazione. E soprattutto abbiamo dato loro certezze ai bilanci – che mancavano da tempo – con il collegamento al canone per la copertura dei fondi.

Poste deve tornare ad essere, come già avvenuto nello scorso secolo, motore di sviluppo inclusivo nell’ambito di una società e di un paese che cambia andando verso l’economia digitale. Se il motore del cambiamento è lasciato esclusivamente alle priorità del mercato le diseguaglianze si esaltano.

Poste Italiane, deve proporsi come infrastruttura al servizio di tutti i cittadini rendendo fruibili i propri servizi e garantendo parità di accesso con un occhio di riguardo, anche attraverso iniziative, prodotti e servizi dedicati, alle fasce di popolazione più anziane e ai nuovi italiani.

Il ruolo di Poste è fondamentale per avvicinare quante più persone ai servizi digitali. Poste è il soggetto più adatto a combattere l’esclusione sociale della fetta della popolazione di fatto emarginata dal mondo dei servizi digitali.