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Il poker online ha visto un’esponenziale crescita del fatturato fra marzo e maggio. Ma con la fine della quarantena forzata come sta andando ora il mercato del poker? Vediamo insieme quali cambiamenti ci sono stati.

Quarantena e poker online: due mesi d’oro

Il poker online ha vissuto il suo massimo apice di splendore in Italia una decina di anni fa. In quegli anni il book di grandi portali come peoples poker avevano reso popolare un gioco che in realtà è sempre stato molto di nicchia. Le ottime prestazione di alcuni italiani in tornei di poker importanti a livello internazionale come le WSOP, hanno garantito nuova linfa a questo gioco di carte che è diventato un vero sport. Negli anni sono nate riviste ad hoc e addirittura canali tv che mandavano poker 24 ore su 24. Inoltre il successo di giochi di carte su pc e smartphone ha invogliato le più importanti software house del mondo a progettare nuove app sul poker online ma non solo. Fino a febbraio 2020 il poker era però in leggera flessione ma con la pandemia da covid-19 tutto è cambiato.

Il poker online è diventato uno dei passatempi preferiti di milioni di italiani costretti alla quarantena per disposizione dei primi dpcm nel mese di marzo e aprile. Gli utenti amanti del poker online hanno giocato con maggior assiduità. Quelli che avevano abbandonato il poker online da diverso tempo, hanno ritrovato la passione per questo gioco-sport. Chi non aveva mai provato il poker ha invece conosciuto un nuovo mondo grazie a piattaforme come peoples poker, che ogni giorno accolgono migliaia di utenti e offrono centinaia di tornei. Ecco che quindi in questi mesi, il settore del poker online ha visto aumentare in maniera esponenziale il proprio fatturato. Tutto il contrario di quello che succedeva ad esempio per le scommesse.

Poker online e fase 2, cosa cambia?

Il poker online è un gioco in cui, se oltre a divertirsi si vuole anche provare a guadagnare soldi e vincere partecipazioni a tornei internazionali dal vivo, serve investire molto tempo. Un torneo di poker come quelli organizzati su Skiller, con centinaia di iscritti e migliaia di euro in montepremi, può durare diverse ore. Ecco perché, con l’inizio della fase 2, il tempo libero da parte degli italiani è nettamente diminuito e di conseguenza anche gli accessi giornalieri sui siti di poker online, hanno avuto una naturale flessione. Questo contraccolpo era però largamente prevedibile e anche i maggiori operatori di settore sapevano bene che questo mini-periodo d’oro del poker online, sarebbe finito.

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Il poker online ha però una base di giocatori fissi molto ampia sia in Italia che in tutto il mondo. Il fenomeno non si è quindi sgonfiato, anzi, con la crisi dei casino fisici, saranno sempre di più gli utenti che preferiranno il poker online a quello dal vivo. I numerosi canali social e siti di settore che trattano di poker online sono in piena salute. Perché il poker online richiede un continuo studio e allenamento da parte di chi pratica questo divertente hobby: abilità matematiche, strategie di gestione del bankroll e psicologia, sono tutte armi che un giocatore di poker online deve affinare nel corso del tempo. A tal proposito ci sono tantissimi corsi online tenuti da professionisti di poker che servono per migliorare il proprio stile di gioco. Ora che la fase più critica a causa del covid è passata e l’attenzione della politica è rivolta ad altri settori dimenticandosi del mondo dell’intrattenimento, che è sopravvissuto grazie all’ online, gli operatori dovranno inventarsi qualche novità per tenere vivi i giocatori che sono tornati ad apprezzare questo gioco e continuare questo trend positivo.

In definitiva, il boom del poker online durante la quarantena e il naturale declino alla fine del lockdown, non cambieranno molto la storia di questo gioco. Le federazioni internazionali di poker e i siti di gaming sanno che il futuro per questo settore è roseo.