«Se qualcuno immagina che con questa manovra, la gente non andrà a votare si sbaglia. Le comunità sono certo risponderanno in maniera positiva lanciando più messaggi al Governo contro questa possibilità». Il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, è fiducioso sul buon esito del referendum contro le trivellazioni nel mare Adriatico che si svolgeranno il prossimo 17 aprile. Da più parti si era chiesto l’election day, in concomitanza con il voto delle amministrative, sia per un risparmio economico, ma anche come possibilità di maggiore espressione, in termini di affluenza, sui quesiti referendari.«Scenderò in campo in prima persona con la mia amministrazione – annuncia il primo cittadino ostunese– per invitare la gente ad andare a votare il 17 aprile». Il sindaco della Città bianca sottolinea un altro aspetto: «Compatti a livello provinciale e regionale mi auguro, essendo un tema sensibile, si riuscirà a raggiungere l’obiettivo. Ritengono che siano questioni che interessano in tanti, turisti e amanti della natura. Questo permetterà di raggiungere il quorum». Fronte comune anche da Carovigno dove il primo cittadino, Carmine Brandi, annuncia azioni importanti, volti alla difesa del mare Adriatico, e nel suo caso delle località sulla costa come Torre Santa Sabina, Specchiolla e la riserva di Torre Guaceto. «Non ci tireremo indietro per tutelare questa nostra grande ricchezza. Saremo in prima linea- sottolinea il sindaco- per difendere la nostra vocazione principale. Il mare va utilizzato come fonte di guadagno per il turismo, non tramite piattaforme che potrebbero giungere solo per arrecare danni e sfruttare ed inquinare il nostro territorio». Il sindaco di Carovigno ha parole dure anche nei confronti del governo per il mancato accorpamento del referendum con le amministrative. «Come sempre si predica bene e si razzola male. Questa scelta va contro tutti i principi che il presidente Renzi giornalmente proclama. Quale migliore occasioni sarebbe stato fare l’election day ? La gente sarebbe andata a votare una sola volta, e le spese si sarebbero contenute. Invece nulla di tutto questo – conclude Brandi – avverrà, tutto a discapito degli italiani». Il primo cittadino di Ostuni, intanto, rimarca la necessità di mantenere alta l’attenzione su questo fronte, sia prima che dopo il referendum: « No a qualsiasi ipotesi di trivellazioni petrolifere. Lo ho già dimostrato in passato come partecipando a manifestazioni, come consigliere di opposizione e continuerò a farlo con maggiore forza ora che rivesto questo ruolo istituzionale. Vigileremo con grandissima attenzione e ci opporremo ad ogni tentativo di abuso contro il nostro mare, contro queste aberranti possibilità di sviluppo». Coppola invoca azioni corali anche dall’altra sponda dell’ Adriatico. «Vanno coinvolte anche gli stati che si trovano al di là dei confini italiani, come la Croazia, che stanno crescendo sul fronte del turismo, e che – conclude il sindaco di Ostuni- devono iniziare ad alzare la voce contro ogni possibile tentativo di trivellazioni nell’ Adriatico».

Fonte : Nuovo Quotidiano di Puglia