Sull’abbattimento arriva l’Ok della Regione Puglia e dell’Unione Europea.

Ulivo risultato positivo alla Xylella fastidiosa, lungo la strada statale che collega Bari a Brindisi in un distributore nei pressi di Ostuni. Sul caso, si è subito interessata la commissione europea, che sta seguendo con grande preoccupazione il fenomeno. L’Unione Europa appena appresa la notizia, ha chiesto di mettere subito in atto i necessari interventi preventivi. Bruxelles vuole che sia sradicato l’ulivo infetto rinvenuto a Ostuni e “tutte le altre piante che si trovano nel raggio di 100 metri“.

Intanto la Regione Puglia con un’apposita ordinanza, firmata dal capo del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone, ha disposto l’abbattimento dell’ulivo contagiato dal batterio. È stata anche disposta, trattandosi di una porzione di territorio che ricade a nord della zona infetta, la rimozione delle piante nel raggio dei 100 metri dall’ulivo ammalato: una decina di ulivi e piante di oleandro e rosmarino che costeggiano la statale 379 Brindisi-Bari. “Inoltre – continua l’ordinanza – sarà rafforzato il monitoraggio dell’area e delle stazioni di sosta lungo le principali arterie viarie della regione.

Sull’abbattimento è intervenuto anche il presidente della Coldiretti Gianni Cantele che ha sottolineato – “L’abbattimento immediato dell’unico ulivo infetto a Rosa Marina, è un provvedimento giusto e tempestivo per contenere l’avanzata della Xylella fastidiosa, servono misure drastiche per fermare la malattia. Per salvaguardare il parco degli ulivi monumentali, non si faccia lo stesso errore di perdere alberi millenari come il gigante di Alliste”.

“Ribadiamo la necessità dei monitoraggi – aggiunge Cantele – grazie ai quali è stato scoperto l’albero infetto ad Ostuni e la stretta sulla profilassi. Allo stato attuale la ‘sputacchina’ è allo stadio adulto e sta deponendo le uova che schiuderanno tra la fine dell’inverno e la primavera”.

Gli olivicoltori non vanno lasciati in balia delle onde – raccomanda il presidente pugliese di Coldiretti – va loro indicato un percorso chiaro, nel pieno rispetto della condizionalità, affinché siano svolte regolarmente in campo le buone pratiche agronomiche, ma anche i Comuni e tutti gli enti pubblici devono garantire pulizia di fossi, canali e buone pratiche nelle aree pubbliche e demaniali. Serve il coinvolgimento di tutti i soggetti della società civile, economica, politica e istituzionale nella lotta senza quartiere all’insetto vettore, seguendone il ciclo biologico, in modo che anche la Puglia non agricola si immunizzi contro gli attacchi della ‘sputacchina’”.

negrita francavilla fontana