Giallo a Ceglie Messapica: due i neonati trovati, il secondo era stato chiuso in una busta di plastica all’interno di un’altra busta con vari indumenti.

Erano due i bimbi dati alla luce dalla badante rumena di 27 anni, Roxana Michaela Rapasu,che lunedì mattina (31 ottobre) è stata trovata priva di vita all’interno di un appartamento in via Mameli, nel centro di Ceglie Messapica, vicino al cadavere della sua neonata. Il secondo corpicino (di cui è da accertare il sesso), in avanzato stato di decomposizione, è stato rinvenuto nella giornata odierna dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Diego Ruocco, fra gli effetti personali della straniera posti sotto sequestro.

Il neonato era stato chiuso in una busta di plastica all’interno di un’altra busta con vari indumenti. Che la Rapasu avesse partorito due gemelli lo si è capito dalla doppia placenta rinvenuta stamani dal medico legale Domenico Urso, nel corso dell’autopsia alla quale sono stati sottoposti sia la mamma che la figlioletta, il cui corpo giaceva all’interno di un secchio pieno d’acqua posto sotto al lavandino del bagno.

Sul fatto che la madre sia morta a seguito di uno shock emorragico post partum non ci sono ormai dubbi. L’ipotesi che la stessa abbia annegato la bimba in una bacinella pare confermata dal fatto che l’apparato respiratorio della neonata, come emerso durante l’esame autoptico, sia entrato in funzione subito dopo il parto.
Il pubblico ministero che segue l’inchiesta, Pierpaolo Montinaro, ha disposto per la giornata di domani una nuova autopsia sul corpo del secondo neonato, affinché anche di quest’ultimo si chiariscano le cause del decesso. L’ipotesi al momento presa in considerazione dagli inquirenti, è che la morte sia avvenuto per soffocamento e che quindi entrambi i neonati siano stati uccisi dalla mamma.

Gli investigatori sono al lavoro per capire cosa abbia indotto la giovane a compiere tale gesto. La Roxanu, madre di altri due bimbi di cui si prendono cura i nonni in Romania, residente da tre anni a Ceglie, non aveva detto a nessuno (neanche ai famigliari) della sua gravidanza. Di recente la 27enne si era trasferita in un miniappartamento fresco di restyling il cui contratto di locazione era intestato al fratello, che ieri, insieme ai genitori, è rientrato dalla Romania.

Ad allertare i soccorsi era stata la sorella, che da domenica non riusciva a mettersi in contatto con Roxana. Lunedì mattina, la macabra scoperta. Il proprietario dell’immobile non riusciva ad aprire la porta di ingresso e ha chiamato i carabinieri. Questi, dopo aver sfondato l’uscio con l’ausilio dei vigili del fuoco, si sono imbattuti in una scena raccapricciante. Il cadavere della donna giaceva in una pozza di sangue, fra due materassi. Nel secchio c’era il corpicino della bimba, il cui cordone ombelicale era stato tagliato con un coltello o una forbice. Entrambi gli ingressi dell’abitazione erano chiusi dall’interno. Nessun altro, quindi, si trovava in casa quando si è consumata la tragedia, fra la tarda serata di domenica e la notte di lunedì.

In queste ore, fra l’altro, si è venuto a sapere che nel locale è stata rinvenuta anche una lettera di 7-8 pagine scritta dalla Rapasu, in rumeno. Il contenuto della missiva è al vaglio degli investigatori. Non è ancora stato individuato il padre dei gemelli. Per questo dal corpo della neonata sono stati prelevati dei campioni che verranno sottoposti al test del Dna. L’ipotesi di reato per cui si procede è quella di omicidio colposo, a carico di ignoti.

Fonte: BrindisiReport.it