E’ una storia di solitudine e di emarginazione, con un drammatico epilogo, quella riguardante una donna originaria di Ceglie Messapica, il cui cadavere è stato rinvenuto stamani in uno stabile nella periferia di Foggia.

Il sospetto è che la 45enne Paola Roma sia stata uccisa. Lo si deduce dai lividi trovati sul suo volto tumefatto. L’altra ipotesi è che quelle ferite se le sia procurate a seguito di una caduta. Il corpo giaceva sul pavimento di un appartamento al secondo piano di una palazzina (se così la si può definire) mai completata in via Miranda. A dare l’allarme alla polizia è stato personale del 118 che, a sua volta, sembra sia stato avvisato da un cittadino nord africano la cui posizione è al vaglio dei poliziotti della Squadra mobile. Paola Russo, già nota alle forze dell’ordine per fatti di poco conto, da quanto appreso si era trasferita da oltre 10 anni nel Foggiano. Teatro del delitto è un’area degradata della città dauna.

“Non meno di 10 giorni fa – riportano i colleghi di FoggiaToday.it – gli scheletri di quelle stesse palazzine, rifugi a cielo aperto che negli anni hanno ospitato decine e decine di migranti e senza tetto, erano state sgomberate da polizia, vigili urbani e vigili del fuoco. Le forze dell’ordine allontanarono 25 migranti, molti dei quali con regolare permesso di soggiorno. Si trattava per lo più di senzatetto, di nazionalità rumena e bulgara in maggioranza, e magrebina in minoranza”.

“Una situazione  – si legge ancora nell’articolo di FoggiaToday – che va avanti da tempo: cambiano gli occupanti della struttura, ma non le condizioni generali della zona, dove tra un centro commerciale e una zona residenziale insiste una ‘parentesi’ di degrado e abbandono, spesso teatro di incendi, risse e, come già accaduto in passato, ritrovamenti di cadaveri (nel giugno 2014)”.

fonte BrindisiReport.it

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