Venerdì 22 settembre è uscito il 27° libro dell’avvocato Giuseppe Palma, ostunese che vive e lavora a Milano da circa dieci anni.

Il libro è scritto a quattro mani insieme al prof. Paolo Becchi e si intitola “Come finisce una democrazia. I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi”, edito da Arianna editrice (al momento solo in e-book).

Palma ha sinora presentato ad Ostuni due suoi libri durante la kermesse letteraria di agosto: “Figli destituenti” nel 2016, sui gravi aspetti di criticità della riforma costituzionale, e “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata” quest’anno, in occasione del 70° anniversario dalla promulgazione della nostra Costituzione. E’ probabile che il prossimo anno presenti nella Città Bianca anche quest’ultima sua fatica letteraria.

Si legge nella premessa del libro: “Il tema della legge elettorale, con tutti i suoi inevitabili tecnicismi, non attira nessuno se non il solito pubblico molto ristretto degli addetti ai lavori o appassionati dell’argomento. Eppure, in fin dei conti, dopo la Costituzione si tratta della legge più importante di un Paese, quella che stabilisce le regole del “gioco democratico” che devono essere rispettose del dettato costituzionale. Ora, il nostro Parlamento è riuscito per ben due volte ad adottare leggi elettorali che, sottoposte entrambe al vaglio della Corte costituzionale, non l’hanno superato. Sconcertati da tutto ciò abbiamo deciso di presentare un contributo che tracci, in modo sintetico, la storia dei sistemi elettorali che si sono succeduti in Italia dal dopoguerra ad oggi, prospettando ed analizzando anche le possibili soluzioni con le quali andremo a votare alle prossime elezioni politiche: dalle due leggi elettorali uscite dalle sentenze della Consulta numm. 35/2017 e 1/2014 (vale a dire il Legalicum alla Camera e il Consultellum al Senato, cioè l’Italicum e il porcellum così come falcidiati dalla Corte costituzionale), all’ipotesi di un modello tedesco “all’italiana” – un porcellinum con crauti – sul quale sembrava che tutti fossero d’accordo e che poi si è arenato, sino alla novità dell’ultima ora rappresentata dal Mattarellum capovolto o Rosatellum bis […]”.

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