Da 24 anni i commercianti del centro di San Vito dei Normanni attendono iniziative per renderlo più attrattivo e accogliente, dopo interventi di dubbio valore urbanistico

Da 24 anni i commercianti del centro di San Vito dei Normanni attendono iniziative per renderlo più attrattivo e accogliente, dopo interventi di dubbio valore urbanistico che, in pratica, lo hanno privato della sua funzione di luogo di incontro e di socializzazione. In primo piano c’è il futuro di piazza Leonardo Leo e piazza Carducci, un unicum che negli ultimi due decenni è andato progressivamente impoverendosi anche dal punto di vista economico, con chiusure di locali storici, e attendendo vanamente progetti di arredo urbano e di promozione delle attività commerciali.

Tempo addietro, in un convegno  nazionale di urbanistica svoltasi a Ostuni dedicato proprio alle piazze, l’intervento attuato a San Vito dei Normanni fu indicato come un esempio negativo. Nel giro di due decenni infatti piazza Leo ha perso quasi del tutto la sua originaria funzione di luogo di aggregazione sociale, e non ha ricevuto alcun intervento per recuperarne ruolo e attrattività. La situazione si è stancamente trascinata lungo il percorso di quattro giunte di centrodestra con breve intervallo di una giunta anomala, ed è approdata sino all’attuale esperienza amministrativa di centrosinistra.

Ad oggi, nessun segnale di inversione di tendenza. Da qui la decisione di un gruppo di operatori commerciali della zona di inviare una lettera aperta al sindaco Domenico Conte e al consiglio comunale, che è stata protocollata stamani 4 gennaio in municipio. L’obiettivo è avviare un dialogo tra commercianti e istituzioni locali per invertire la tendenza. Non c’è nella lettera la ricerca di responsabilità, non ci sono accuse, non c’è alcuna richiesta di riapertura alle auto della attuale isola pedonale: “Auto o non auto, a noi interessano le persone, se arrivano in macchina, a piedi, con i droni o altro non ha nessuna importanza, purché arrivino”, si legge nella lettera.

“Ci aspettiamo di essere convocati per ascoltare il pensiero dei nostri amministratori e sentire cosa si ha intenzione di fare. Non vogliamo la polemica, cerchiamo soluzioni. Non siamo etichettati, rappresentiamo solo noi stessi”, viene sottolineato. “Qualora foste interessati, possiamo anticiparvi che noi abbiamo delle idee e siamo teste pensanti. Abbiamo più volte assicurato la nostra massima collaborazione, disponibilità e apporto. Per favore, però, non trattaci con sufficienza, non lo meritiamo e soprattutto non lo accetteremmo”. Ed ora comincia l’attesa.

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