San Michele Salentino: Randagismo, l’amministrazione impegnata a trovare soluzioni

L’Amministrazione Comunale è impegnata, da diversi mesi, ad analizzare tutte le possibili soluzioni per risolvere il problema “randagismo” nel Comune di San Michele Salentino.

A tal proposito, infatti, nell’ultimo incontro a Palazzo di Città lo scorso 19 marzo, alla presenza del Sindaco, Giovanni Allegrini, dell’Assessore al ramo, Avv. Tiziana Barletta e dei responsabili ASL Veterinaria Br, dott. Zizzi e dott. Lorusso, nonché del presidente dell’OIPA San Michele, Sig. Vito Francioso e della volontaria animalista Sig.ra Cinzia Lombardi, si è discusso delle possibili strade da percorrere, a partire dalla costruzione del canile sanitario, come previsto dalla Legge, nonché di soluzioni “tampone” nell’attesa che l’Amministrazione possa valutare luogo e impegno economico per la costruzione dello stesso.

Nell’occasione, infatti, il Sindaco ed i Dirigenti Asl hanno effettuato un sopralluogo presso un terreno comunale fuori dal centro abitato dove poter allocare il canile sanitario e, sempre nella medesima occasione, i Dirigenti hanno fatto presente che dopo la sterilizzazione i cani, specifichiamo randagi, così come prevede la Legge, devono rimanere nel canile sanitario per 60 gg, escludendo, pertanto, la possibilità di stalli casalinghi post operatori.

Quanto, invece, ai costi che il Comune di San Michele Salentino sostiene per il ricovero di n.10 cani presso la struttura “I Giardini di Pluto” di Carovigno e che si protrae da oltre un decennio, c’è da constatare che questa Amministrazione ha ereditato questa situazione e che non ha intenzione, alcuna, di “buttare soldi pubblici” come le viene imputato. Amministrazione che, fin dalle prime settimane dal suo insediamento, ha accolto e ascoltato più volte i rappresentanti animalisti locali e provinciali, proprio per cercare, insieme, di risolvere il problema, trovando una soluzione condivisa, legalmente percorribile e in grado di tenere in debita considerazione gli interessi dell’intera Comunità. Ma, c’è anche sa sottolineare, che spesso questa Amministrazione si è trovata di fronte a richieste a senso unico da parte dei volontari. Non è, certamente, questa la strada da percorrere se si vuole arrivare ad una soluzione che deve essere il risultato, anche e soprattutto, di un lavoro di squadra tra Amministrazione, OIPA e ASL. In qualità di amministratori si ha, infatti, il dovere di valutare il problema a 360°, nel rigoroso rispetto delle regole e nell’interesse di tutti, animalisti e non solo.

Nell’ottica di cercare di arginare la spesa di 10 mila euro che il Comune sostiene da tempo per il ricovero dei 10 cani, questa Amministrazione si rende disponibile, da subito, a ricevere le istanze di tutti quei cittadini, proprietari di attività ricettive e volontari, che vogliano ospitare nelle proprie abitazioni quei 10 cani al momento presenti in canile, proponendo agli stallanti l’intestazione del microchip e all’OIPA di attivarsi per l’adozione. L’Amministrazione provvederà, per tutto il tempo dello stallo, a fornire il cibo e a controllare, attraverso il Comando della Polizia Municipale, che i cani vivano in una situazione di benessere.

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