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E’ un 39enne originario di Cisternino, che si era sottratto alla cattura dal marzo del 2012, e su cui pendeva ordinanza di custodia cautelare in carcere per detenzione al fine di spaccio di stupefacente in concorso.

Probabilmente in Cisternino nessuno aveva più memoria di questo 39enne, dal mese di marzo del 2012 quando si era sottratto a un provvedimento di cattura emesso dal Tribunale di Brindisi, per reati inerenti gli stupefacenti, in concorso con altri correi.

Il provvedimento era scaturito da una complessa attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fasano, per una fiorente attività di spaccio sulla piazza delle città del nord della provincia.

Così, quando a marzo 2012 i Carabinieri avevano dato esecuzione al provvedimento cautelare nei confronti degli 8 indagati, T.R, 39 enne nato a Cisternino, e domiciliato in Ostuni si sottrae alla cattura, cercando rifugio altrove.

Indagato per detenzione al fine di spaccio di stupefacente nell’indagine che era stata denominata “Pantera”, attività iniziata nel 2009 e man mano corroborata da ulteriori elementi, che hanno consentito l’emissione della misura cautelare nei suoi confronti ed altre 7 persone tutte residenti tra Ostuni e Cisternino.

Le indagini sia di natura tecnica, sia condotte con metodologie tradizionali dal Nucleo Operativo di Fasano, hanno permesso così di raccogliere un quadro probatorio importante in relazione al reato contestato di detenzione e spaccio di stupefacente. Nell’attività è emerso il ruolo di T.R. che insieme ai correi hanno acquistato, detenuto e successivamente alienato, stupefacente soprattutto cocaina, hashish e marijuana.

Singolare l’attività di spaccio della quale si è occupato l’indagato principalmente, con le consegne fatte a “domicilio”, sia in Cisternino, sia in Ostuni, e anche fuori provincia a Martina Franca (TA).

Anche con recapiti volanti presso la “pineta” di Cisternino, luogo abitualmente frequentato dai giovani del posto. In una circostanza l’arrestato nel tentativo di farla franca, inseguito a piedi dai militari, si era rinchiuso nel bagno di un esercizio pubblico e non riuscendo però a bloccare la porta d’accesso è stato condotto fuori.

Nel corso del controllo i Carabinieri si sono accorti che era in procinto di ingoiare un qualcosa di voluminoso, pertanto hanno tentato di frenarne il gesto invitandolo a sputare quanto aveva in bocca. L’indagato ha aderito giacché l’involucro era talmente corposo che nonostante i tentativi non è riuscito ad ingoiarlo.

I militari constatavano nella circostanza che aveva rinchiuso in un unico cellophane trasparente due dosi di cocaina del peso ciascuna di 2 grammi e due dosi di hashish da grammi 0,50 l’una.

Durante il periodo di latitanza ha vissuto in Germania, dove ha lavorato saltuariamente come panettiere e pizzaiolo. Era infatti in possesso di una carta d’identità rilasciatagli dall’ufficio consolare italiano di Monaco di Baviera.

Durante questi anni non si esclude che qualche puntatina nei luoghi di origine l’abbia anche fatta, sicuramente si è mosso con estrema cautela, non facendosi notare in considerazione che nessuno ne ha segnalato la presenza.

Da qualche giorno era ritornato in Italia, rimane un mistero cosa facesse nel cuore della notte in un quartiere periferico e popolare di Brindisi.

Erano le ore 3.00 del mattino ed era in compagnia di un pregiudicato di Ostuni, vistosi scoperto non ha opposto resistenza alla cattura, e dopo le formalità di rito, è stato condotto nella Casa Circondariale di Brindisi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.