Una leggenda di Hollywood piena di fascino come Paul Newman avrebbe compiuto oggi 90 anni. Occhi azzurri e tanta autoironia, l’attore (e regista), morto il 26 settembre 2008, ha attraversato la sua lunga carriera (60 film e due Oscar) con quella naturale disinvoltura che lo ha reso credibile nel ruolo di un pugile come in quello di un indiano bianco allevato dai pellerossa (HOMBRE). E tutto questo in un’epoca in cui doveva confrontarsi con dei super-miti già affermati come Marlon Brando e James Dean Paul. Newman nasce 26 gennaio 1925 a Shaker Heights, un elegante sobborgo vicino a Cleveland. I genitori avevano un negozio di articoli sportivi e erano americani di seconda generazione; il padre proveniva infatti da una famiglia ebraico tedesca e la madre da una famiglia slovacca di fede cattolica. Dopo aver maturato qualche breve esperienza teatrale in piccole compagnie di provincia, nel 1943 il giovane Paul decide di arruolarsi in marina e soltanto dopo la fine della guerra conclude i suoi studi, laureandosi in Scienze nel 1949 al Kenyon College. Nello stesso anno muore suo padre e Paul si dedica per un paio d’anni all’attività commerciale di famiglia, prima di lasciare tutto in mano al fratello per frequentare la Yale School of Drama. Dopo aver seguito i corsi del primo anno, Paul abbandona la scuola e comincia a lavorare nei teatri di New York, continuando a perfezionare la sua tecnica presso l’Actor’s Studio. Ben presto viene notato dalla Warner Bros, che gli propone un contratto e lo fa volare verso Hollywood, dove il futuro divo esordisce nel 1954 con Il calice d’argento, un discutibile kolossal epico-religioso. Dopo aver interpretato Supplizio – Il traditore del campo 5 (1956), Newman diventa una star grazie al ruolo del pugile Rocky Graziano nel film Lassù qualcuno mi ama (1956). Da questo momento l’attore dagli occhi azzurri diventa un idolo delle donne ma anche un simbolo da imitare per gli uomini e la sua fama è testimoniata dalle decine di film di successo interpretate dalla metà degli anni Cinquanta in poi. Tra i tanti titoli è doveroso ricordare almeno la pellicola diretta da Alfred Hitchcock, Il sipario strappato (1966), e i due fortunatissimi lavori in coppia con Robert Redford, i cult movie Butch Cassidy (1969) e La stangata (1973). Tante volte candidato all’Oscar, Paul Newman è stato a un passo dalla vittoria in molte occasioni; nel 1958 per La gatta sul tetto che scotta, nel 1961 per Lo spaccone, nel 1963 per Hud il selvaggio e poi ancora per Nick mano fredda (1967), Diritto di cronaca (1981) e Il verdetto (1982), ma è riuscito a conquistare l’ambita statuetta soltanto nel 1986 per Il colore dei soldi di Martin Scorsese, interpretato al fianco di un giovane e promettente Tom Cruise. Oscar alla carriera nel 1985, Newman ha ricevuto una nuova nomination nel 2003 come miglior attore non protagonista per il ruolo del mafioso John Rooney nel film Road to Perdition – Era mio padre di Sam Mendes. Dopo aver ottenuto il divorzio dalla collega Jackie Witte, Paul Newman ha sposato nel 1958 l’attrice Joanne Woodward, con la quale ha spesso fatto coppia anche sullo schermo (Missili in giardino,1958, La lunga estate calda,1958, Dalla terrazza,1960,Il mio amore con Samantha,1963, Indianapolis, pista infernale,1969, Un uomo, oggi,1970, Detective Harper: acqua alla gola, 1976, Harry & Son, 1984, Mr. & Mrs. Bridge, 1990) e nel 1978 è stato protagonista di una tragica vicenda privata: il figlio Scott, nato dal suo primo matrimonio, è infatti morto per una overdose, lasciandolo inevitabilmente sconvolto dal dolore. E proprio in onore del figlio scomparso, Newman ha diretto il drammatico Harry & Son (1984), la sua quarta regia dopo il debutto dietro la macchina da presa, avvenuto nel 1961 con un cortometraggio ispirato a Cechov, On the Harmfulness of Tobacco. Le corse automobilistiche sono state da sempre la sua più grande passione. Nel 1979 l’attore ha gareggiato a Le Mans alla guida della sua Porsche, mentre nel 2000 ha rischiato la vita per un incidente capitatogli sul circuito di Daytona. Ma Paul Newman è anche celebre per la sua attenzione verso i meno fortunati; si dedica infatti da anni ad una linea di prodotti alimentari a scopo benefico e nel 1994 ha ricevuto un Hersholdt Oscar per il suo impegno umanitario. Nel 2002 è tornato sul grande schermo con la bella interpretazione in Road to Perdition – Era mio padre di Sam Mendes, al fianco di Tom Hanks. Paul Newman è morto il 26 settembre del 2008 per un cancro ai polmoni all’età di 83 anni nella sua casa nel Connecticut.

ANGELA ANGLANI

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