Itinerario goloso tra Ceglie Messapica, Carovigno e San Vito dei Normanni, alla scoperta di prodotti Slow Food, ulivi secolari e ristoranti di tradizione. Un giro che consente di conoscere anche torri, grotte e castelli fuori dai circuiti turistici più noti.

Nell’Alto Salento brindisino si scopre un angolo, anzi un triangolo di sapori a metà strada tra mare e terra. Questa è una terra fertile dove alle spalle delle frequentate spiagge sono nate aziende agricole che coltivano biologicamente prodotti come il Pomodoro Fiaschetto o l’olio extravergine da maestosi ulivi centenari. Non a caso sono nate apprezzate scuole di cucina, sedi Slow Food e progetti di pesca sostenibile.

Ceglie Messapica, culla di gastronomia

Basti pensare a Ceglie Messapica, dove si contano 21.000 abitanti e ben 123 indirizzi in cui mangiare. Tra questi spiccano Cibus, che propone l’antica cucina cegliese e custodisce una cantina sotterranea con decine di bottiglie di valore, vero e proprio caveau enologico. O Al Fornello da Ricci, dove è di casa la stella Michelin Antonella Ricci, che all’indomani dell’addio di Cracco a giudice di Masterchef era stata addirittura proposta come sostituta a furor di Facebook. La chef dirige la Med Cooking School, l’unica scuola gastronomica del sud riconosciuta dall’Alma, dove gli allievi imparano le tecniche in moderne cucine allestite nell’ex convento domenicano. Tra gli ingredienti usati ci sono quelli coltivati negli orti urbani a ridosso delle mura messapiche: un progetto comunale inserito nel polo culturale Sistema Gusto d’Arte insieme alla Biblioteca Comunale intitolata al poeta “Pietro Gatti” e alla Pinacoteca Comunale “Emilio Notte” del Castello Ducale, e alMAAC. Quest’ultimo, nelle vicinanze del Municipio, riunisce le collezioni del Museo Archeologico e quelle di Arte Contemporanea. Del resto, come dice il nome stesso della località, siamo nella terra dei Messapi, che s’insediarono in queste terre tra il VI e il III secolo a.C. lasciando preziose testimonianze. Al piano terra del museo si notano raffinate anfore con decorazioni circolari (dette trozzelle) che contenevano acqua, olio ma anche unguenti profumati. Salendo al primo piano si fa invece un salto nella contemporaneità (sottolineato dagli scalini che disegnano una linea del tempo con le tappe fondamentali della storia dell’arte) e si visitano mostre temporanee. Appena fuori Ceglie vale la pena visitare le Grotte di Montevicoli, una Castellana in miniatura che racchiude tutte le forme carsiche più rare in 60 m di lunghezza: vero e proprio scrigno speleologico dalla temperatura costante di 14-16 gradi che si visita nei weekend. La zona è punteggiata da masserie dove dormire tra ulivi, fichi d’India e mandorli come all’ottocentesca Masseria Casina Vitale, in cui sentirsi come a casa con prodotti freschi raccolti e cucinati dai proprietari.

Fonte: Corriere della sera

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