Con sentenza del 3 febbraio 2016, il Tribunale di Brindisi – Sezione civile – ha rigettato il ricorso presentato dal sig. Francesco Locorotondo contro la Provincia di Brindisi, rappresentata dall’avv. Mario Marino Guadalupi, e l’attuale vicepresidente dell’Ente, Giovanni Barletta, rappresentato dagli avvocati Roberto Fusco e Pierluigi D’Urso.

Nello specifico, il sig. Locorotondo, già vicepresidente della Provincia, chiedeva la revoca della Deliberazione provinciale con la quale si era proceduto alla sua sostituzione in favore del sig. Giovanni Barletta

Il Tribunale di Brindisi ha considerato, nel merito, il ricorso non fondato e quindi da respingere perché, in base a quanto recita l’art.1, coma 69, della Legge 7 aprile 2014 /Legge Del Rio), “Il Consiglio provinciale è eletto dai sindaci e dai consiglieri provinciali dei comuni della Provincia. Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica. La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale”.

Nel caso specifico, il ricorrente cessava dalla carica di consigliere comunale con lo scioglimento del Consiglio comunale di Ceglie Messapica. Il Locorotondo non fu eletto consigliere comunale immediatamente nel nuovo consiglio comunale, ma solo in un secondo momento (in qualità di primo dei non eletti). Il Tribunale di Brindisi ha considerato quindi legittima la deliberazione assunta dal Consiglio provinciale di Brindisi, in quanto conforme al vigente dettato normativo.       Infatti, vi era l’obbligo per il Consiglio provinciale di provvedere alla sostituzione del consigliere provinciale decaduto, cioè il sig. Locorotondo, perché era cessata la sua carica di consigliere comunale con lo scioglimento del Consiglio comunale di Ceglie Messapica, dovendo l’assise continuare ad esercitare le proprie funzioni istituzionali. Legittima, pertanto, la surroga in favore di Giovanni Barletta.

“Nulla contro la persona di Francesco Locorotondo– ha detto il vicepresidente della Provincia, Giovanni Barletta – ma la validità della normativa in vigore, riferita a tali situazioni, ha confermato la giustezza dell’operato del Consiglio provinciale”.

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