È stato inaugurato e presentato al pubblico, il nuovo centro visite di Serranova, che conterrà il museo della Torre Aragonese.
Tante le istituzioni che hanno partecipato a questo evento, l’Oasi di Torre Guaceto è una vera e propria ricchezza e meraviglia del nostro territorio, un paradiso naturale incontaminato.

Il Parco comprende un’area protetta marina ed una terrestre: dune, calette, macchia mediterranea, zona umida, e poi numerose specie di avifauna, mammiferi notturni, come il tasso, la donnola, la faina e, ancora, serpenti e rapaci che qui trovano rifugio.

Centro Visite a Serranova completamente rinnovato, itinerari reali e virtuali, con visioni 3d da mozzare il fiato, attirano il visitatore in un viaggio fantastico, in un gioco magico di luci e di colori che ti proietta in una dimensione onirica, oltre lo spazio e il tempo, come solo la Natura saprebbe fare.
Grazie a nuovi portali messi a disposizione dell’utenza, il pubblico può visionare video ed una ricostruzione 3D del villaggio di Torre Guaceto nell’Età del bronzo, oltreché visitare un’intera area in cui sono esposti reperti datati allo stesso periodo storico e rinvenuti nell’area della riserva attraverso scavi archeologici.
Nella sala di proiezione 3D, l’utente può guardare ed ascoltare testimonianze inerenti importanti filoni della cultura popolare, come la pizzica, per mezzo degli stessi protagonisti delle tradizioni che oggi vanno perdendosi.
C’è uno spazio completamente dedicato ai diorami sull’ambiente marino sommerso dell’Area Marina Protetta.
Pannelli touch che forniscono all’utente sia le informazioni generiche sulla riserva, ché quelle specifiche circa i vari ambienti dell’area protetta.
Per quanto concerne la Torre aragonese, invece, è stata presentata la struttura completamente rinnovata e mostrata al pubblico l’imponente installazione storico-artistica di una nave romana realizzata per la riserva da uno dei più famosi maestri d’ascia di riferimento in Italia, Mario Palmieri. Si è deciso di realizzare proprio questo tipo di imbarcazione da trasporto in scala 1:1 per via di evidenze archeologiche rilevate nelle acque dell’Area Marina Protetta.
Il nuovo allestimento ha reso possibile fare del luogo simbolo della riserva, un vero e proprio museo.