Asl – infermieri, adesso è scontro: indetto uno sciopero di 24 ore

Il direttore generale aveva definito “falso” l’esposto del sindacato Nursind sulle criticità della sanità pubblica

Prima l’esposto in procura, inviato anche all’assessorato regionale alla Salute, e ora lo sciopero provinciale di 24 ore dalle 7 del 31 gennaio alle 7 dell’1 febbraio. Ai ferri corti il sindacato Nursind delle professioni infermieristiche e la direzione della Asl di Brindisi, dopo che il manager Giuseppe Pasqualone ha definito “falso” il contenuto dell’esposto stesso, annunciando in una intervista di aver nel cassetto le smentite dei dirigenti medici dei reperti e dei servizi di cui lo stesso Nursind ha segnalato al magistrato e alla Regione Puglia le criticità annose e quelle emergenti. Il Nursind ha ovviamente seguito le procedure di comunicazione che riguardano gli scioperi nei servizi di pubblica utilità, garantendo quelli essenziali.

Non saranno svolte invece prestazioni non essenziali: l’esecuzione di esami diagnostici (ematochimici, radiologici, ecc.) di routine, non urgenti; l’assistenza e la predisposizione di interventi chirurgici programmati, rinviabili e non urgenti; l’esecuzione del “giro medico” in quanto effettuabile dal personale dirigente anche senza la presenza dell’infermiere (il personale infermieristico in ogni caso garantirà la corretta somministrazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche non differibili nel tempo; l’esecuzione da parte del personale infermieristico delle attività alberghiere per le persone autosufficienti; il rifacimento del letto dei pazienti autosufficienti; accompagnamento dei pazienti a visite o esami non urgenti.

Le motivazioni indicate nella comunicazione dello sciopero trasmessa ad Asl, Prefettura, assessore regionale alla Salute, Dipartimento della Funzione Pubblica del Consiglio dei Ministri e Commissione scioperi, assieme alla richiesta della cosiddetta procedura di raffreddamento (il tentativo di conciliazione) sono molteplici, a partire dal perdurare “della assenza di personale di supporto che costringe gli infermieri a sostituire in tutto e per tutto le figure subalterne che dovrebbero essere presenti in modo omogeneo su ogni turno, mentre il personale di supporto risulta palesemente inesistente nella turnistica, distogliendoli dalla attività propria che dovrebbe essere quella di coordinare, organizzare e formare le risorse di supporto per gestire, con autonomia e responsabilità, i risultati e l’assistenza infermieristica, oltre che una situazione lavorativa divenuta certamente di non garanzia di un’assistenza di qualità”.

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