Continua senza sosta l’attività di contrasto alla contraffazione di marchi di note griffe di moda nel porto di Brindisi.

Nell’ambito dei potenziati servizi di vigilanza operati nell’area doganale del Varco Costa Morena e degli altri punti di approdo delle navi, finalizzati alla tutela delle regole del mercato e della sicurezza dei consumatori, i finanzieri della locale Compagnia della Guardia di Finanza, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, nel fine settimana hanno intercettato un altro considerevole carico di merce contraffatta a bordo di un autoarticolato sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia.

L’attività di controllo ha permesso di individuare un carico di 10.824 scarpe sportive contraffatte riconducibile al marchio Fila – del tutto simili al modello Disruptor – come confermato dai periti della casa titolare del marchio.

La merce sarebbe stata presumibilmente poi ceduta a soggetti che, alimentando il mercato del falso e l’abusivismo commerciale, avrebbero apposto artigianalmente i loghi del marchio della nota azienda italiana dedicata alla produzione e commercializzazione di calzature e abbigliamento sportivo.

Sono in corso accertamenti finalizzati ad accertare l’esistenza e l’effettiva operatività delle imprese che figurano nella documentazione di scorta esibita, rispettivamente una società greca come importatore e una società spagnola come destinatario della merce contraffatta.

Al termine delle operazioni di polizia economico finanziaria, i finanzieri ed i funzionari doganali hanno proceduto al sequestro penale della merce per violazione dell’articolo 474 c.p. (introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi) mentre il conducente del mezzo (M.M., cittadino di nazionalità bulgara di anni 51) è stato denunciato a piede libero alla locale Procura della Repubblica, alla quale è stata segnalata anche l’azienda importatrice, asseritamente avente sede in Spagna.

In tale contesto, qualora i capi di abbigliamento fossero stati immessi sul mercato, avrebbero potuto indurre in errore l’acquirente sulla genuinità dell’origine italiana del prodotto.

Le operazioni condotte con carattere di sistematicità nel settore del contrasto al commercio di prodotti non genuini, manifestano il costante interesse degli organi preposti al controllo alla tutela del libero mercato e del lavoro delle imprese che rispettano le regole.

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