I Nas dispongono il divieto di esercitare per mesi nove la professione di medico ad un brindisino.

I Carabinieri del N.A.S. di Taranto, nell’ambito di indagini delegate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Brindisi, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura interdittiva del “divieto di esercitare per mesi nove la professione di medico” emessa –su richiesta della citata Procura- dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di un medico specialista in servizio presso una casa di cura privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale della provincia omonima.

Le indagini hanno permesso di appurare che il professionista, nell’interesse della clinica privata, avrebbe istigato alla corruzione un medico specialista in servizio presso una struttura ospedaliera della provincia di Brindisi, chiedendogli di indirizzare pazienti ivi ricoverati, affetti da neoplasie epatiche, verso la clinica privata dove espleta attività lavorativa, al fine di effettuare trattamenti sanitari altamente remunerativi, finalizzati ad incrementare le prestazioni di ricovero presso la citata clinica e, quindi, il suo ”budget”. Quale ricompensa per la sua disponibilità, il medico ospedaliero, che ha rifiutato di aderire alla procedura, avrebbe ricevuto denaro mediante il conferimento di una consulenza scientifica retribuita da parte della clinica.

Nel contesto investigativo è altresì emerso che i trattamenti sanitari da espletare nella clinica privata non erano “necessari” in quanto potevano essere effettuati presso la ASL di Brindisi, attrezzata per tale tipo di servizio.

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