Nel corso delle operazioni di riscontro i finanzieri ed i doganieri hanno rinvenuto, all’interno del mezzo, 600 borse “Yves Saint Laurent”, risultate contraffatte e destinate ad una ditta con sede nel Lazio.

Nell’ambito dei potenziati servizi di vigilanza operati all’interno dell’area portuale di Brindisi, finalizzati al contrasto alla contraffazione ed alla tutela del made in Italy, delle regole del mercato e della sicurezza dei consumatori, militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Brindisi, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle Dogane, hanno sottoposto ad accurato controllo un camion autoarticolato sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia, carico di borse.

Nel corso delle operazioni di riscontro i finanzieri ed i doganieri hanno rinvenuto, all’interno del mezzo, 600 borse “Yves Saint Laurent”, risultate contraffatte e destinate ad una ditta con sede nel Lazio. La verifica dell’intero carico stipato a bordo del Tir ha dimostrato che le scarpe, tutte riconducibili al modello Kate Tasseldella “Yves Saint Laurent”, erano introdotte nel territorio comunitario per essere poi destinate alla commercializzazione come prodotto originale.

Come noto, questa azienda è conosciuta come uno tra i più grandi produttori di accessori d’alta moda al mondo e le sue borse, molto popolari nel panorama mondiale delle griffes,si trovano nella maggior parte dei negozi specializzati.

Le perizie tecniche effettuate a cura della menzionata casa hanno acclarato la contraffazione delle calzature rinvenute; tutti gli elementi che caratterizzavano la falsa provenienza erano rappresentati sulle borse, in modo tale da generare confusione ed indurre in errore i consumatori rispetto al modello originale. La merce contraffatta illecitamente introdotta nel territorio nazionale, per un valore commerciale stimato di 1 milione di euro, è stata sottoposta a sequestro penale.

Inoltre, i rappresentanti legali della società speditrice greca e di quella destinataria italiana, nonché l’autotrasportatore, di nazionalità greca, sono stati deferiti in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica per il reato di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”(artt. 474 c.p.).

La costante attività di contrasto operata all’interno degli spazi doganali del Porto di Brindisi, condotta in sinergia tra le “fiamme gialle” ed i funzionari doganali, con particolare riferimento ai risultati conseguiti finora, dimostra l’alto livello di attenzione e l’incremento costante delle azioni di tutela amministrativa e penale di marchi e disegni industriali, rispetto ai fenomeni della contraffazione.

Bisogna tenere conto, infatti, oltre ai danni per l’economia, che il commercio di prodotti non genuini ed insicuri danneggia il mercato, sottrae opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole e mette in pericolo la salute dei consumatori.  

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