(FILES) In this file photo taken on April 16, 2013 an employee looks at coils of steel treated by galvanization are stored in the world's largest steel maker ArcelorMittal's "cold factory" of the northeastern France plant of Florange. - The world's largest steel company ArcelorMittal announced on December 17, 2018 its decision to not restart the iconic blast furnaces of its French site in Florange (Moselle), which were closed since 2012. The company declared that they will continue to develop the manufacture of finished products on the site. (Photo by Jean-Christophe VERHAEGEN / AFP)

Il Presidente Di Gioia “Tollerare l’incertezza è il primo passo da affrontare per gli operai, ma anche l’azienda deve impegnarsi a garantire la riqualificazione professionale”.

Il clima pesante su Taranto e sul futuro dei lavoratori di Arcelor-Mittal Italia sta attraversando tutta l’Italia, e non solo la Puglia. Antonio Di Gioia, Presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia esprime solidarietà ai lavoratori del complesso: “Le donne e gli uomini che vivono da anni questa condizione di precarietà lavorativa, continuamente sospesi tra il bisogno di lavorare e l’inquietante certezza di mettere in serio pericolo la propria salute, devono essere tutelati anche e soprattutto sul piano psicologico”.

Le ultime notizie riguardano migliaia di esuberi pena la risoluzione del contratto sottoscritto dal colosso industriale.

“La paura del futuro, di come mandare avanti il nucleo familiare, di come ricostruire la propria dignità di lavoratore si trasforma in ansia costante, rabbia e frustrazione. L’effetto di queste condizioni si ripercuote anche nel contesto familiare alimentando così un circolo vizioso”. Il presidente Di Gioia punta l’attenzione su come il lavoratore debba poter essere aiutato a fronteggiare l’incertezza anche dall’azienda, ed avere gli strumenti necessari per sentirsi in grado di attraversare i cambiamenti.

“E’ fondamentale, commenta Di Gioia, il supporto psicologico individuale e di gruppo per la prevenzione e gestione del disagio lavorativo, ed è indispensabile garantire la formazione tecnica, necessaria per la riqualificazione professionale”. Conclude il presidente: “Le persone sottoposte a prospettive così drammaticamente incerte pagano un danno molto alto in termini di disorientamento psicologico, malessere emotivo con ricadute psicosomatiche importanti.

“Tollerare l’incertezza è una delle soft skills a cui devono prepararsi i lavoratori di oggi e quelli di domani. È vero l’incertezza del futuro lavorativo tocca ogni settore economico perché i cambiamenti legati alle nuove tecnologie e gli alti e bassi dei mercati sono repentini e imprevedibili. Certo è, però, che la capacità di tolleranza dell’incertezza riguarda soglie di gran lunghe più limitate di quelle che stanno affrontando i lavoratori EX-Ilva” sottolinea Laura Conte, psicologa del lavoro.

La dottoressa Conte osserva che: “Pur facendo appello a tutte le risorse necessarie per un buon grado di resilienza, lo sforzo che si chiede a queste persone ha del sovrumano. Il vissuto è quello di chi si sente merce di scambio ad un tavolo di gioco d’azzardo. Non è sentimentalismo puro, ma un’intera economia si è piegata al gigante di acciaio per decenni, compresi tutti i lavoratori dell’indotto ed ora il “croupier” chiede il conto”.

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