Sono tanti, giovani e belli. Sono gli studenti degli Istituti scolastici superiori Majorana, Palumbo, Fermi-Monticelli e DeMarco-Valzani di Brindisi, Fermi di Francavilla Fontana, Calò di Francavilla – Oria e Maria Immacolata di Torre S.S. impegnati in questi giorni come volontari nell’organizzazione della Giornata nazionale della Colletta Alimentare, annuale appuntamento di solidarietà che ogni ultimo sabato di novembre propone di «fare la spesa per chi ne ha bisogno».

In questi giorni i ragazzi stanno incontrando gli organizzatori del gesto e coordinando i vari gruppi di lavoro presso le loro scuole.
Sono tanti perché sono più di cento i ragazzi che il prossimo sabato 30 novembre rinunceranno ad un giorno di lezione per indossare l’immancabile pettorina gialla e presidiare gli oltre cinquanta supermercati aderenti sparsi per la provincia. Un numero non banale considerando una generazione che vive sempre più nel virtuale e nel digitale e sempre meno momenti di aggregazione e di volontariato.

Sono belli perché hanno la bellezza interiore di chi cerca, e trova, un senso al proprio agire. «Da trent’anni la Colletta è innanzitutto un grande momento educativo prima ancora che un imponente gesto di solidarietà» ha spiegato Antonio Morleo, uno dei referenti storici del Banco Alimentare a Brindisi assieme al delegato territoriale Antonio Fanelli.

«In queste settimane che precedono la Giornata abbiamo visitato le scuole della provincia per invitare i ragazzi a partecipare al gesto – spiega Morleo – e siamo rimasti colpiti e commossi alla reazione alla nostra proposta di questi giovanissimi, troppo spesso descritti da esperti totalmente fuori dalla realtà come incapaci di grandi slanci e motivazioni.

La realtà che abbiamo sperimentato racconta tutt’altro – continua il referente del Banco a Brindisi – guardando i loro volti abbiamo scoperto una umanità ed una gioventù diversa, dei giovani che in modo totalmente positivo e molto concreto ci hanno posto domande sull’organizzazione pratica, dando per scontato in modo quasi naturale la propria adesione al gesto, il proprio personale esserci. Ḕ come se i ragazzi ci dicessero: va bene, noi ci stiamo, questa roba ci piace, siamo qui, diteci cosa possiamo fare. Ḕ come se aspettassero da tempo qualcuno non già che li coinvolga a partecipare ad una buona azione ma che proponga loro un gesto che dia senso alle loro vite, che risponda alla loro personale povertà di senso, prima ancora che alla povertà alimentare di tanti che non hanno di che sfamarsi».
Non è un miracolo che accade solo a Brindisi.

Quello che differenzia la Colletta dalle tante altre occasioni caritatevoli è proprio il grande accento sull’occasione educativa che il gesto porta con se, per i ragazzi come per i tanti adulti che vi partecipano: ciò che conta è «condividere i bisogni per condividere il senso della vita».

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