Sei mercoledì al «Cinema Teatro Impero» di Brindisi per rendere omaggio al mondo delle donne. Sei titoli che insieme realizzano una narrazione di genere da non perdere – posto unico 5 euro – all’insegna del cinema d’autore.

Proiezione unica alle ore 19 per esplorare l’universo femminile, la sensibilità, la fragilità, la forza e le grandi questioni irrisolte, i temi che più investono l’essere donna nel mondo contemporaneo. La rassegna è organizzata in collaborazione con il movimento «Non una di meno» di Brindisi.

Si comincia il 4 marzo con «Ritratto della giovane in fiamme», film di Céline Sciamma. Francia, 1770. Marianne, una pittrice, riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise, una giovane donna appena uscita dal convento. Lei però non vuole sposarsi e quindi rifiuta anche il ritratto. Marianne cerca allora di osservarla per poter comunque adempiere al mandato. Scoprirà molte cose anche su di sé.

Il mercoledì successivo, 11 marzo, nella storica sala brindisina riaperta da poco, sarà proiettato «Dio è donna e si chiama Petrunya», diretto da Teona Strugar Mitevska. Petrunya è laureata in storia, ha 32 anni, vive nella cittadina macedone di Štip e non ha un’occupazione. Rientrando verso casa dopo un colloquio di lavoro andato male, si ferma ad assistere a una cerimonia ortodossa per le strade. Il rituale prevede che il prete getti una piccola croce nel fiume e che gli uomini si precipitino a recuperarla. Petrunya, vicina alla riva, vede che nessuno raggiunge l’oggetto sacro e si tuffa a recuperarlo.

La rassegna continua il 18 marzo con «Santa subito» di Alessandro Piva, regista che interverrà nel corso dell’appuntamento. Santa Scorese è una ragazza vivace, dalla forte vocazione religiosa, che vive a Bari negli anni Ottanta. Poco più che maggiorenne sogna di diventare missionaria, frequenta assiduamente la Chiesa, affida i suoi pensieri a un diario e a una famiglia che la segue e l’asseconda affettuosa. Fin quando la sua vita si trasforma in un incubo, per colpa della morbosa attenzione di uno sconosciuto che non smetterà di seguirla e perseguitarla. Il 15 marzo 1991, al rientro a casa, Santa viene accoltellata e muore ad appena 23 anni.

«La scomparsa di mia madre» è il titolo del film in arrivo il 25 marzo, diretto da Beniamino Barrese. Durante il casting per un film a lei dedicato, alcune modelle cercano di entrare nel personaggio della top model Benedetta Barzini, la prima modella italiana a comparire nel 1963 su “Vogue” America. Ma quest’inizio in chiave fiction, con luce artefatta da photoshooting, è un depistaggio: qualcosa che, per contrasto, faccia risaltare la reale natura di Barzini, imponendosi con forza su quella bidimensionale, amplificata dalle passerelle, dalle cover di riviste come “Harper’s Bazaar” agli altri media.

Nuovo appuntamento l’1 aprile con «La ragazza d’autunno» di Kantemir Balagov. Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l’assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Iya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto si blocca, per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c’è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Iya dovrà aiutarla, a tutti i costi.

La rassegna si chiude l’8 aprile con «Laurence anyways», film del giovane regista canadese Xavier Dolan. Il giorno del suo trentesimo compleanno, nel 1989, Laurence rivela alla famiglia e alla fidanzata il suo desiderio segreto di diventare una donna. La sua ragazza è sconvolta ma accetta di rimanere al suo fianco. L’anno successivo Laurence torna a lavorare come docente di letteratura, solo che questa volta veste i panni di una donna. Una nuova vita ha inizio ma il peso dello stigma sociale, il rifiuto della famiglia e l’incompatibilità della coppia cominciano a diventare insostenibili.

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