Varie testate nazionali hanno parlato di allarme Ostreopsis ovata lungo le coste della nostra regione: limite superato solo a Bari S.Giorgio

In Puglia non c’è nessuna emergenza alga tossica: i livelli di Ostreopsis ovata, una Dinoflagellata che si ritiene sia giunta in Mediterraneo trasportata dalle acque di zavorra delle navi provenienti dalle zone oceaniche di cui è originaria, nella seconda quindicina di luglio sono quasi tutti nella norma nelle venti stazioni di monitoraggio di Arpa Puglia operative da alcuni anni nelle zone ritenute più sensibili alla proliferazione di questo organismo monocellulare.

Non ha alcun fondamento quindi la notizia lanciata e rilanciata da alcune testate nazionali, come del resto si può verificare dallo stesso sito di Arpa Puglia, che dedica alla Ostreopsis un apposito link che rimanda ai dati aggiornati, e che contiene anche tutte le direttive in materia del Ministero della Salute. In premessa va detto che il rischio sanitario scatta quando il numero di cellule di Ostreopsis ovata tocca e supera le 10.000 unità per litro nella colonna d’acqua, limite recentemente spostato a 30.000 cellule litro.

Nella seconda quindicina di luglio (il dato al momento più aggiornato del monitoraggio) il limite è stato superato solo nelle acque di Lido Trullo in località Bari S. Giorgio, una zona non turistica dove la presenza massiccia di Ostreopsis si è già manifestata più volte in passato. Qui le cellule nella colonna d’acqua hanno toccato le 64.079 unità, mentre sul fondo hanno toccato le 784.289 unità. Alta la presenza sul fondo di cellule di Ostreopsis (ma non nella colonna d’acqua) anche all’esito del rilevamento effettuato dalla stazione Arpa di Porto Badisco – Scalo di Enea, sulla costa adriatica salentina e abbandonante, sempre sul fondo, a Torre Columena sulla costa ionica tarantina.

Arpa Puglia ha quindi attuato il protocollo di comunicazione del fattore di rischio solo al sindaco di Bari, che sentita la Asl competente deciderà se assumere o meno una apposita ordinanza di divieto di balneazione e di prelievo e consumo di prodotti ittici nella zona di S. Giorgio. Una situazione ben diversa dai titoli che annunciano una vera e propria emergenza Ostreopsis in tutta la regione, tra l’altro nel pieno della stagione balneare e turistica.

Le condizioni di sviluppo delle infiorescenze di Ostreopsis ovata richiedono alte temperature delle acque costiere e periodi prolungati di mare calmo. Una situazione climatica che non corrisponde a quella che ha interessato nelle ultime settimane le coste pugliesi, grazie al vento di maestrale. Non risultano casi di morie di cefalopodi, molluschi in generale e ricci, uno dei segnali di contaminazione dei fondali da parte della Palitossina semplice sviluppata dalla Ostreopsis ovata. L’altro sono i sintomi molto simili a quello degli stati influenzali manifestati da chi entra in contatto con la Palitossina semplice, anche solo attraverso l’aerosol marino.

Insomma, al momento si tratta di note di allarme non corrispondenti alla situazione reale. Prossimi dati, dopo la prima quindicina di agosto, per conoscere l’evoluzione del fenomeno Ostreopsis nell’estate del 2019.

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