Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è intervenuto all’incontro organizzato a Bari da Uila Uil Puglia sul tema ‘Il lavoro che cambia e si rinnova per un Made in Italy etico e sostenibile’ alla presenza della ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, del presidente di Federalimentare Ivano Vacondio e del segretario generale Uila Stefano Mantegazza.

Al teatro Palazzo di Bari, alla tavola rotonda della UILA (Unione Italiana Lavori Agroalimentari), il Presidente Michele Emiliano ha detto: “La Uila e il suo segretario Pietro Buongiorno sono stati capaci in tutti questi anni di produrre idee, critiche alle volte ma certamente sempre costruttive, e quindi la mia presenza qui è un segno della gratitudine verso questa grande organizzazione che non distingue tra l’interesse dell’impresa e quello del lavoratore, ma anzi tende a creare una vera comunità. Da questo punto di vista noi condividiamo questa impostazione e speriamo di poter sempre godere del sostegno di questa organizzazione alla quale auguro un ottimo svolgimento dei lavori”.

Il Presidente si è poi soffermato sui grandi temi che preoccupano e attanagliano il comparto più importante per l’economia della Puglia: “L’agricoltura pugliese vive momenti di grande preoccupazione – ha aggiunto Emiliano – da un lato la xylella che nonostante gli sforzi e il pieno rispetto dei tagli continua a muoversi in maniera imprevedibile: da quando la questione è passata sotto la competenza della Regione abbiamo ritrovato una strada. Dall’altro lato ci sono difficoltà nella spesa del PSR dovute anche a due anni persi in cause inutili, che poi hanno visto comunque vittoriosa la Regione, ma che ci hanno impedito di procedere alle istruttorie, con il rischio di un parziale definanziamento. Noi pensiamo dopo le disavventure gravissime di questo Psr che ci è stato consegnato dal passato, che ci sia bisogno di un profondo processo di innovazione e quindi ho chiesto anche alla Uila di cominciare a ragionare sul prossimo piano, perché il processo per la sua definizione sarà condiviso. E infine ci sono le preoccupazioni ambientali legate all’Ilva, alla centrale Enel di Brindisi, ai tanti problemi legati alla tutela dell’ambiente che si riflettono sulla qualità delle nostre produzioni. Nonostante la gravità e l’entità dei problemi nessuno di noi ha intenzione di arrendersi, stiamo combattendo e i risultati li vedremo“.

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